Home > Argomenti vari > La pallavolo non è uno sport. E basta.

La pallavolo non è uno sport. E basta.

Ricordate tutti i motivi per i quali la pallavolo non è sport maschiale? Nessuno ha mai preso un daspo per la pallavolo (se non sapete cosè un daspo andate su un blog di ricette su come si cucinano i panettoni, io, al massimo, vi spiego come macellare le fottute renne di Babbo Stronzo Natale e come capire quali sono i pacchi con i regali migliori e cambiare le etichette senza farvi accorgere e beccarvi l’Iphone che doveva andare a vostro cognato invece della sciarpa che vi sarebbe toccata), nessuno ha mai chiuso il traffico per una partita di pallavolo, il Papa non ha mai dovuto cambiare percorso per un derby di pallavolo (dubito ne esistano, la dignità di nessuna cittadina può essere talmente bassa da arrivare ad avere DUE squadre di pallavolo), la notizia che la nazionale italiana di pallavolo ha vinto il campionato intergalattico verrebbe data dai telegiornali comunque dopo i consigli dell’esperto su come evitare un frontale con un autobus attraversando la strada (“Evitate di pensare ho la precedenza quando vi confrontate con un 30 quintali di coso arancione”) e forse, ma solo forse, una replica de La Signora in Giallo.

Ecco, non sono abbastanza. O meglio, sono inutli. La pallavolo NON è uno sport, quindi va a decadere ogni possibile domanda sulla sua maschialità.

Spiego. Per motivi insiegabili a me per primo, non solo continuo con il suddetto passatempo (disdegnando il modaiolo burraco, disciplina nella quale è possibile confrontarsi con gente di tutte le età, persone che vanno dal vecchio fino ad arrivare al decrepito, che ti apre un mondo altrimenti sconosciuto su cateteri, gastroscopie e calcoli ai fini pensionistici MA che offre un vantaggio che non potreste avere in nessun altro ambito: se state perdendo, potete uccidere l’avversario semplicemente chiudendogli la valvola della bombola ad ossigeno e NESSUNO SE NE ACCORGE, anzi, il tipico rumore “anziano che stramazza” viene accolto con la massima naturalezza. Bellissimo. Il vostro avversario ha carte migliori delle vostre? E’ un attimo sostituirgli le pasticche di nitro con le zigulì e voilà, le sue carte ora sono le VOSTRE carte, non serve nemmeno tanta destrezza considerando che il numero di diottrie al tavolo è pari alla minima di Rejkjavik in una giornata in cui i pinguini vanno in giro con la sciarpa). Sì, ho finalmente chiuso la parentesi, che rompipalle che siete. DIcevo, non solo continuo con questa assurda perdita di tempo ma adesso faccio parte di una squadra del sopracitato esercizio fisico. Non per colpa mia. E nemmeno dell’allenatrice, lei non c’entra, anzi. Nel presentare la possibilità di fare questo torneo, era entrata in campo con una testa sanguinante sotto braccio ed aveva detto “L’allenatore del Bracciano ha dato forfeit, quindi c’è un posto vacante nel torneo annuale. Che volete fare?

E che ve lo dico a fare? “ECCOMI!” urlai pregustando ritiri prepartita a base di rutti alla cipolla, schemi difensivi riportabili agli insegnamenti di Mister Bruseghin della vecchia scuola calcio ”Colpisci tutto quello che si muove, se è la palla, va bene lo stesso”, trasferte innaffiate di rosso vino e partite circondate da rosso sangue, maschia solidarietà tra compagni (lo so, faccio parte di una squadra mista, ma posso assicurarvi che almeno due delle nostre donne somigliano più ad un Iveco Turbostar che a Belen Rodriguez) e tornare a casa contento e felice per aver tolto qualche dubbio dalla testa degli avversari, inutile che ci proviate, non potete prorpio passare come codici bianchi.

E invece no. Nulla di tutto questo.

Arriva finalmente la prima partita di campionato. Chi si presenta con la divisa stirata, chi si presenta con le ginocchiere nuove nuove, chi invece con degli schemi di gioco scaricati da quel sito di checche della lega volley. Io e l’allenatrice arriviamo a bordo di un tank. Mimetico. A cingoli, cazzo. Che anche l’asfalto si renda conto che la musica è cambiata! Lasciamo il segno e siamo pronti a lasciarlo anche sulle rotule degli avversari, l’inutile Ladispoli. I nostri due paesi si odiano da tempo immemore e per motivi che entrambe le sponde dell’Aurelia hanno dimenticato nella nebbia di un sonoro “Sticazzi”, ci si odia e basta, come deve essere e senza stronzate varie come possono essere i motivi per i quali uno dovrebbe odiare e bla bla bla e le bombe e tu hai ammazzato nonna e tu sei blu sotto le ascelle e tu hai detto che la Besozzi della 4f cistava e invece no e chissenefrega! Noi siamo noi, LORO non sono noi, quindi Odio, e basta! Meraviglioso nella sua semplicità e commovente per efficacia. Apriamo la porta ognuno con il basco delle nostre fanterie preferite, lei quella del 5° battaglione Ortopedia Spallanzani ed io del 12° Guastatori di Chirurgia Generale, pronti al combattimento. Orrore e raccapriccio. Manca la materia prima di ogni massacro, mancano i figlidiputtana, i lapallaèfuoritihodetto, le pance da sbudellare, le madri da piangere. Mancano gli avversari. Non si sono presentati rinunciando al loro fondamentale ruolo di materia prima.

Non solo. Gli gnavi compagni decidono per un democratico (ossignoredominemio anche solo scrivere questa parola mi fa orrore, come parlare dell’uomo nero ai bambini o delle fiamme gialle a Tronchetti Provera) ripetersi della gara in quanto gli avversari non potevano presentarsi. COME? CHE COSA? Ripetersi della gara? Ma stiamo scherzando? adesso ci alziamo tutti da qui e andiamo a cercarli uno per uno, li staniamo dalle loro comode casette e li decapitiamo su pubblica piazza a monito delle prossime squadre! Sangue! Organi interni portati all’esterno! Usciamoooooooooo.

No.

Siamo rimasti lì, tristi e sconsolati io e l’allenatrice. Nemmeno l’ultimo numero della rivista di Amnesty International è riuscita a farci ridere. Volevamo andare sulla collina sopra Regina Coeli ad urlare ai detenuti ma, guardandoci in faccia, abbiamo capito che nemmeno quello avrebbe aiutato.

Che palle la pallavolo.

 

 

Categorie:Argomenti vari Tag:
  1. gigidibiagio
    17 Dicembre 2011 a 0:23 | #1

    Un genio.

    Non avrei saputo dire di meglio

  2. Anonimo
    13 Gennaio 2012 a 1:52 | #2

    Bentornato!

  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: