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Archivio Gennaio 2011

Pedissequamente

16 Gennaio 2011 1 commento

Il ttolo non c’entra assolutamente nulla.

O meglio, è la prima parola ad essermi venuta in mente prima di mettermi alla tastiera (considerando che non la uso e che, a dirla tutta, non sono nemmeno sicuro di poterla infilare in una normale conversazione senza fare una cacchiata, potrei usarla in “Avevo detto che Borriello avrebbe fatto una straccagliata di gol”. Sì, lo so, non c’è nella frase ma non avevo idea di come sottolineare che IO, il più grande conoscitore di cose calcistiche dopo Ennio dell’ex Poker d’assi, e qui cambio un altra volta discorso e aggiungo un punto, punto e virgola ed anche una parentesi aperta, vi ricordate il Poker D’Assi, il loschissimo locale a Cerveteri che descrissi tempo fa? Non esiste più. Adesso c’è un music pub. Che devo dirvi, evidentemente la magistratura italiana funziona meglio di quanto si creda. Chiudo parentesi. Ennio era l’equivalente della collezione delle figurine Panini dal 1958 ai giorni nostri, rose, formazioni, date di nascita, gol segnati e figli nascosti dei calciatori, sapeva tutto. Adesso, come metà degli avventori del sopracitato locale, gestisce un foprtunato banco delle tre carte a Rebibbia. Il tutto, e qui chiudo tutti i fili del discorso, per dire che IO ne so troppo di calcio. Ma non so usare “Pedissequamente”.

Dovrò accontentarmi.

Ho rimesso mano alla tastiera per mitigare una serie di sensi di colpa. Il primo, è verso gli sconosciuti che alzano il contatore del blog e non trovano nulla di nuovo da settembre, il secondo è verso Massimo, un amico libraio che ogni anno organizza un premio letterario incredibilmente piacevole (non ho idea di come briscola si faccia, quindi vi scrivo direttamente l’indirizzo http://www.libreriamax88.com/cartadannata/bando%20concorso%202011.doc) e che sto tradendo per un kindle. Il terzo me lo devo inventare adesso quindi datemi tempo per pensarci.

La cartella “bozze” ha all’interno 16 elementi, quello che riprenderò in mano prossimamente sarà “Come ho cambiato lavoro”, immediatamente seguito da “Il matrimonio di Dette” e dal sempreverde “Mia suocera non vuole più uccidermi, ha deciso che preferisce farmi soffrire”.

A presto. Davvero.

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