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Live!

 

Oggi vi rovino un film. Nel senso che ve ne rovino la visione, semmai aveste intenzione di andarlo a vedere, perchè ve lo racconto dall’inizio alla fine. Insomma, una roba tipo Rosebud è la sua slitta, il bambino è l’unico che parla con Bruce Willis perchè Bruce Willis è come Amedeo Nazzari, "è morto!" e lo dico per i compagni della mozione A. Nazzari e l’amore tra i due protagonisti è quello che salva il mondo. Questa vale per il 97% delle pellicole holliwoodiane.

Il film in questione si intitola "Live!", i titolisti italiani per spiegare la dicitura "titolista" che hanno alla voce occupazione della carta d’identità, hanno ritenuto doveroso e necessario aggiungerci anche un "ascolti al primo colpo", asslutamente di pessimo gusto e fottutamente inutile. (Eva Mendes è una gran topa). Vi rovino questo film perchè è giusto farlo, perchè è bello farlo e perchè film così brutti rischiano sempre di avere un certo pubblico a seguirli ma non se lo meritano. Insomma, non puoi, non puoi e non puoi andare a toccare (Eva Mendes ha delle tette eccezionali, nessuno al mondo le ha come lei) un argomento sacro come i reality show in maniera così brillantemente inguardabile quando, nel resto del mondo, riescono a fare prodotti superlativi come Dead Set, insomma, se un popolo che ancora dà retta all’unica donna al mondo ad avere il coraggio di presentarsi in pubblico con più patacche addosso di Gina Lollobrigida, riesce a fare un serial tv che sposa in maniera sublime (uhmmm, la pelle di Eva Mendes occupa i primi tre posti nella classifica delle nuove meraviglie mondiali) i capisaldi della cultura moderna come reality e zombie, tu, America America che hai scelto Obama e che costringi i tuoi abitanti a sentire l’inno nazionale anche prima di dare un colpetto alla moglie, non puoi presentarti al mondo con questa vaccata. (Il sole sorge e tramonta tra le cosce di Eva Mendes, le eclissi sono fenomeni che accadono quando ELLA accavalla le gambe).

La pellicola inizia con una riunione di redazione nella più anonima e banale saletta di un network televisivo. Una attrice, adesso non mi viene il nome ma è la protagonista, striglia i suoi collaboratori perchè non riescono a trovare un idea che coniughi abbastanza bene il bisogno dell’americano medio di vedere insieme soldi ed organi interni portati velocemente all’esterno (Se Leonardo Da Vinci ed Eva Mendes fossero contemporanei, la Gioconda sarebbe rimasta una stracciarola). Una di questi fa una battuta "mica possiamo far vedere la roulette russa", nel mentre la protagonista, mi ricorderò prima o poi come si chiama, ha l’orgasmo cosmico. Da quel preciso istante la sua vita sarà convincere tutti, in qualsiasi modo possibile, che realizzare un reality con sei tizi che si puntano una pistola alla tempia e premono il grilletto, sarà l’unica cosa che permetterà al sole di sorgere l’indomani. C’è il presidente che lo convinci se gliene fai annusare un pò, (Se gli alieni non ci radono al suolo è solo perchè sono fermi in orbita ad ammirare le forme perfette delle natiche di Eva Mendes), c’è l’avvocato che in passato è stato a Woodstock infinocchiato con la palla sulla libertà di parola ed il giovane idealista con la prospettiva di fare la storia. Insomma, la protagonista è un abilissima venditrice. La visione di questa robaccia è inframmezzata con i filmatini introduttivi dei concorrenti scelti, il malato per gli sport estremi, l’ex cheerleaders che vorrebbe sfondare nel cinema ma balla attaccata al palo, un ragazzo messicano immigrato gay, un nero privilegiato che vuole fare lo scrittore ed è in cerca di esperienze (se sentite puzza di stereotipi, ancora non è nulla), l’ex top model diventata artista concettuale di arte non durevole e, dulcis in fundo, il tizio che convince i capi del network, gli sponsor, i vertici delle Giovani Marmotte e pure qualche arcivescovo che il programma si farà: un marlboro man contadino del minnesota indebitato fino al collo (Eva Mendes Eva Mendes Eva Mendes Eva Evaaaaaaahhhh) per pagare le cure del figlio piccolo.

Dopo un ora ed un quarto di "sarà un programma fichissimo", finalmente entriamo nel vivo ed inizia lo show. Una delle domande fatte dalla protagonista tuttora anonima ad uno degli esperti è "quanto potrà durare lo show", una delle risposte possibili sarebbe "dipende" ma tutti sappiamo che, Affari Tuoi insegna, su sei concorrenti, i primi quattro la sfangano e si va al 50 e 50 con gli ultimi due.

La spogliarellista va. Va anche il messicano gay che ama la mamma. Si salva pure la topo model dopo un magro tentativo di inganno degli autori, la tipa fa un pippone su come il mondo maschile voglia uccidere il femminino e blablabla roba che ormai non ha più il coraggio di proporre nemmeno Dan Brown, la sfanga e bacia la valletta (Eva Mendes ha un culo che racconta barzellette. E tutti ridono anche quando dice quella del fantasma formaggino). Il nero scrittore si salva.

Restano lo skater estremo e Marlboro Man.

Una delle chiavi di lettura che poteva, al limite, rendere minimamente interessante il film era se lo skater si salvava e a quel punto si doveva scegliere se dover far suicidare Marlboro Man oppure no, ma niente, lo skater dice una stronzata alla baby moglie tipo fino fino alla fine del mondo e ritorno e decora in maniera assolutamente originale la scenografia del programma.

A questo punto bisogna far vedere al pubblico a casa che l’eccitazione della spazzola senza scrupoli tutte le volte che gli leggevano in tempo reale i dati di ascolto, in realtà, era falsa o, comunque, non si era resa conto fino ad allora di cosa stava facendo. Un pò come se, di notte, si mettesse contromano in autostrada a luci spente. Cosa potrebbe mai succederti di male? Nulla, lo cantava pure Battisti, quindi che volete. Per questo motivo, dopo che lo skater ha imbracciato la candida tavola celeste, lei si fionda in bagno a vomitare (non so voi come vomitiate, io, di solito, riesco a sporcare anche il soffitto del bagno dei vicini, questa non aveva nemmeno l’alito cattivo, giusto un tocchettino di eyeliner sbavato) e a tirare un pippone melenso e scontatissimo su come l’avesse ucciso lei e di come la pistola gliela aveva messa in mano lei e piripì e parapà.

Comunque, mentre in studio festeggiano allegramente i sopravvissuti sbattendosene alla grande del cadavere, la tizia esce per affrontare i giornalisti e viene uccisa da un folle (in america folli e bandiere sventolanti non mancano mai). L’attrice protagonista, Eva qualcosa, muore con la stessa bravura attoriale e drammatica di un provinante scartato del Grande Fratello. Una cosa al confronto la quale Massimo Ciavarro vince tre Oscar alla carriera per i vari Sapore di mare.

Titoli di coda. Indovinate chi è il produttore del film? Chi ha sborsato la pecunia per la pellicola? Eva Mendes. Tutto il film è un messaggio subliminale su quanto sia topa Eva Mendes.

Ditemi voi se è riuscito nel suo intento.

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  1. 10 Marzo 2009 a 14:54 | #1

    Non vedevo una stroncatura simile da quando Moretti se la prese con “Henry, piogia di sangue”.

    Dopo questa (divertente) recensione, posso affermare che tu, il Mollica del TG1 te lo mangi intinto nel sugo.

    Solo una cosa non ho capito, e non scherzo, lo giuro: ma a te, questa Eva Mendez qui, te piace?!?

  2. Paolo, che era per Napo Orso Capo segretatrio del PD
    10 Marzo 2009 a 16:21 | #2

    Non nego che la succitata ragassuola sia un fior fiore di ragazza MA temo che sia molto trucco e parrucco.

    Sospetto fortemente che, non solo se vado a P.za di Spagna e tiro un sasso ne becco, contando anche i rimbalzi, almeno tre meglio della Mendes ma anche che la sig.na, quando si alza al mattino, possa sembrare più Aldo Maccione che la topa che tutti conoscono

  3. Ziocone
    11 Marzo 2009 a 0:57 | #3

    Anche senza vedere il film per LEI posso solo dire:

    Io, speriamo che me la chiavo

  4. Persepolisandata
    11 Marzo 2009 a 9:26 | #4

    T’ho trovato e non ti mollo più.

    “Ma chi ho ammazzato naa vita precedente” e eccezionale, sto ridendo come una scema.

    Grazie!

  5. 6 Maggio 2009 a 17:54 | #5

    D’accordo al 100%. Su Eva Mendes.

    E pure sul film.

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