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Archivio Maggio 2007

Il matrimonio – La fredda cronaca

30 Maggio 2007 8 commenti

Come avrete ormai saputo, a meno voi non abitiate su di un atollo piccolo come un miniappartamento in compagnia di attricette pettorute, fantini matti come cavalli e suonatori di liscio senili, il nostro Battista si è sposato.

Trovo impossibile che qualcuno di voi possa pronunciare le seguenti frasi:
1. “Ah! Non lo sapevo”
2. “Chi è Battista?”

La prima, per le ragioni di cui sopra, la seconda è perchè, in più di vent’anni che lo conosco, ho maturato l’idea che se in casa sua entrano nottetempo i S.E.A.L. vestiti di nero e se lo portano via (subito dopo aver scansato Mario che, tentando di nascondere vari sacchettini di plastica dall’odore inconfondibile urla “NON E’ MIA, ME L’HA DATA UN CERTO GIOVANNINO DI TEMPIO CHE CONOSCO A MALAPENA”), comunque, arrivano, se lo prendono, lo bendano e incaprettano, lo paracadutano a caso in un punto qualsiasi del mondo, bene, sono sicuro che entro le prime cinque persone che incontra ce ne sarà una che gli sorride e gli fa “O Battì, e che ci fai qui?”.
Lo conoscono tutti e conosce tutti.
Ha una agenda telefonica peggiore di quella di Gianni Minà, sotto la P ci sono io, c’è il Papa, Portia De Rossi, Patrizio Saba, Patrizio Oliva, Enzo Braschi detto il Paninaro, Peter Tosh (conosciuto tramite Mario e Giovannino), Patrizia (lui la conosce marginalmente, Lapo la conosce molto più a fondo) e una certa Paris.
Non vi dico chi c’è sotto la D.
So solo che ha una pagina tutta per lui e, tra le note di Battista c’è “devo ridargli il suo bicchiere“.

In ogni caso, per motivi inspiegabili e imprescindibili l’umana comprensione, Cinzia, una ragazza eccezionale, bella, simpatica e intelligente (con l’unico difetto di avere un rapporto conflittuale con i gradini), ha accettato la sua proposta di matrimonio.
So quello che state pensando.
Speriamo che vadano ad abitare in una casa ad un piano solo.
Cattivi.

Il matrimonio del mio migliore amico.
Capitolo 1.

Arriviamo al porto di Civitavecchia con quaranta minuti di anticipo. Primo evento storico, non mi fermano per la consueta perquisizione. L?imbarco della Moby è alla fine di un percorso simile ad una caccia al tesoro ma lo troviamo.
Secondo evento storico: il traghetto è quello con i Loney Toones sulla fiancata.
Irene, secondogenita di quasi tre anni, fa il suo primo contatto con il divino. Si inginocchia adorante davanti ad un Titti di venti metri.
Salto l?arrivo e l?incontro con Bat, Giovannino e con QCRDPS (Quel Che Rimane Di Patrizio Saba). Daniele, pettinatissimo e col solito, fottutissimo, maglioncino di filo sulle spalle nonostante spiri un venticello caldo come il getto di un phon, nemmeno lo nomino. Speravo che dopo due anni di matrimonio fosse cambiato, avesse preso peso, comprato una t-shirt, messo un jeans, non dico perso qualche capello, è più probabile che Berlusconi confessi un passato da frequentatore di Kibbutz o di comuni rosse all?insegna delle canne e del sesso libero, ma niente. Se anche quest?anno non riescono a certificare la sua provenienza aliena, siamo fottuti, invierà un segnale al suo pianeta usando un giradischi vecchio, una scatola di pelati ed il ?Grillo Parlante? della Mattel e ci conquisteranno tutti costringendo la razza umana all?uso dei pantaloni di lino e alla riga tra i capelli.
Comunque.
Il giorno del matrimonio.
Tralascio il forte ritardo con il quale mi sono presentato, l?emozione di trovarmi di fronte il top perfettamente smacchiato di Valentina, Dette che diventa più bella ogni giorno che passa, Antonio che fa esattamente l?opposto e Andrea, il figlio di Enrico (lo odio, lo odio, lo odio). Piccolo, bello, perfetto. Non piange mai, non si lamenta mai nonostante sia figlio di un genitore imbarazzante (lo odio, lo odio, lo odio. Rosanna lo guarda e dice ?caspita se è in forma?, poi guarda me e dice ?hai la patta aperta, ti sei scordato di metterti la cinta, il tuo dopobarba fa schifo, hai i capelli a panettone, sicuramente non ti sei cambiato la biancheria e, se lo hai fatto, l?hai lasciata ai piedi del letto tanto c?è la schiava che rimette tutto a posto, le lenti degli occhiali sono sporche e i peli che hai nelle orecchie sembrano delle liane?, non ci aggiunge un vaffanculo, ma è come se), la neomamma è come tutte le neomamme, stupenda.
Mamma Vittoria mi fulmina telepaticamente per il ritardo, come punizione mi cancella il ricordo di tutte le formazioni della Roma dal 1987 al 1992, ?e ti è andata di culo, t?avrei rovinato la vita se ti cancellavo quella dello scudetto dell?82, quindi zitto e ringrazia?, è il messaggio lanciato dalla sua mente e dai suoi occhi. Se avevano pensato a lei come interprete di uno dei prossimi film degli X-Men un motivo ci sarà.

Chiesa, esterno giorno.

Battista perde l?uso degli occhi nel momento stesso in cui intravede Cinzia. Dall?inizio alla fine della cerimonia, egli si trasforma nel tipico esempio di maschio italico messo di fronte ad un decoltè di generose forme e proporzioni, per farla breve, in questo momento Cinzia potrebbe chiedergli qualsiasi cosa. Da case e terreni a organi interni vitali e non, egli ha totalmente perso non solo l?uso ma anche la semplice cognizione dell?esistenza di qualcosa assimilabile ai neuroni all?interno della scatola cranica, in breve pensa, con un cervello ormai ridotto alla funzionalità di un sacchetto di sabbia, ad un unico e solo concetto:
?Gnarf,barf,TETTE! grunf grunf?
A questo punto un prete normale avrebbe capito al volo la situazione e li avrebbe sposati subito, lì dove si trovavano, prima che la situazione potesse degenerare.
Il problema è che c?è un piccolo conflitto di attibuzioni. I due sposi hanno chiesto che a celebrare fosse un loro amico e non il titolare della cattedra.
Grave errore.
Don Gianni (titolare), non la prende benissimo. Andati a vuoto i tentativi della sera prima di indemoniare il futuro celebrante, decide di perdere ogni ritegno: gli fa lo sgambetto sulle scale d?ingresso, gli scaracchia sui capelli alle spalle, prima della cerimonia si appropria del microfono e lo presenta come ?il fottuto usurpatore?.
Il subentrante si rivela essere il prete più lungo della storia del west (grazie Pax).
Non sale nemmeno sull?altare, inizia una predica introduttiva come voce fuori campo.
Don Gianni sghignazza sadico, guarda gli sposi con occhi infuocati e l?espressione ?l?avete voluto voi, adesso sono cazzi vostri?.
No, adesso che ci penso non si limita a dirlo ma lo scrive anche su un cartello usando i pennarelli fluorescenti.
Dopo venti minuti non ci siamo nemmeno fatti ancora il segno della croce. Mezz?ora ed iniziano i primi svenimenti. Don Gianni balla sulle note de La Lambada. Non è un bello spettacolo. Battista è sempre perso nelle tette di Cinzia.
Quaranta minuti, il prete finalmente si accorge che le persone accodate al trenino lanciato da Don Gianni (oooomeoamigocharliebrowncharliebrownaaeeiioouuiipsilon) sono decisamente di più di quelle che lo stanno sentendo (escludendo gli svenuti) e, finalmente, inizia la celebrazione.
Prima lettura, seconda lettura, vangelo.
Ecosaciaspetteràmai adesso? Bravi, il predicozzo.
Il subentrante spiazza tutti e non fa una predica ma un quiz agli sposi.

Molla uno sberlone a Battista ma non ne ottiene l?attenzione, gli rovescia una secchiata d?acqua in testa ma il richiamo tettonico è ancora troppo alto, quindi si gioca l?ultima carta possibile: tira fuori dalla tonaca e gli sventola davanti agli occhi la Gazzetta dello Sport.
Adesso lo ha tutto per lui.
Il quiz verte sulla conoscenza reciproca e non, come sperava Battista, su storia e geografia. Cicca clamorosamente tutte le risposte, verso la fine si aggrappa anche ai ?non ricordo?, dopo la domanda ?quando è stata la prima volta che l?hai guardata con attenzione??, richiede l?intervento di un avvocato. In seconda istanza, di un massaggiatore o del quarto uomo.
Don Gianni, intanto, si fa fotografare mentre imita la venere del Botticelli.
Io, testimone, sono pronto a testimoniare qualsiasi cosa. Mario, al mio fianco sta combattendo la lotta intestina di quello che non mette piede in chiesa da quando Cossiga era presidente: toppa clamorosamente le parole delle preghiere, invece del gloria canta ?e forza Suazo facci un gol?, si siede quando non dovrebbe e si alza quando dovrebbe stare seduto. Una pena. Lo sento combattere interiormente con il se stesso anticlericale che fino al giorno prima scriveva sui muri ?cloro al clero diossina alla DC?, e perdere.
Il prete subentrante chiede ?quando vi siete baciati la prima volta??.
Panico nel viso dell?amico, terrore negli occhi di Cinzia.
Battista, come tutti i maschietti, non ricorda null?altro che statistiche sportive e gli hobby delle conigliette del paginone centrale (Angie Everhart, miss luglio 95, colleziona sorpresine degli happy meal, Erika Eleniak, miss settembre 98, confeziona pullover per i senza tetto, Paulina Puorpuoriova, miss giugno 97, si dedica al raggiungimento della pace nel mondo sostituendo cuoricini a tutti i puntini delle i che trova nei manifesti), Cinzia, che come femminuccia non ricorda altro che queste fondamentali ricorrenze, nello specifico non può perché, come confesserà più tardi, il primo approccio tra i due fu largamente favorito dal fondamentale apporto dei sensali Zedda e Piras.
Inutile l?acquisto della vocale, decisivo l?aiuto da casa. La sfangano.
Sono passate due ore dalla seconda predica. I partecipanti tirano fuori viveri e generi di conforto vari dalle borse, ormai si gioca col game boy, si aprono settimane enigmistiche, si gioca a nascondino tra la via crucis senza alcun ritegno.
Don Gianni estrae i numeri della tombola.
Quando anche gli sposi se ne vanno al bar per un campari ed io a Mario ci facciam sostituire da due sagome di cartone, il celebrante ci dà un taglio.
Don Gianni richiama tutti in chiesa con un megafono, con il tono da Wendy, sono a casaaaaa, dice ?giurin giuretta, ha finito, se ricomincia vi giuro che lo brucio con il cero pasquale?, ovazione dei presenti.
Lo scambio degli anelli.
Quello di Cinzia è più che normale. Quello di Battista è talmente grande da poter essere indossato indifferentemente al dito o al collo.
La cerimonia sta per terminare, il celebrante accenna un terzo predicozzo ma la vista di un Mario schiumante che lo minaccia con un crocefisso lo fa desistere.
Don Gianni, in tenuta hawaiana, saluta tutti sul sagrato con la formula ?tornate a trovarci?.
Ci si tuffa verso lo smeraldo (ristorante) dove si mangia senza sosta. Finito di mangiare si ricomincia a mangiare. Smesso per la seconda volta è ora di cena e si cena tutti insieme.
I Sabas cantano No potho reposare con cadenza da giornale orario.
Zazza è costantemente con una birra in mano, e mai la stessa.
Enrico (lo odio lo odio lo odio) non è nemmeno sudato e, durante la giornata, ha addirittura acquistato un lieve sentore di lavanda. Rosanna lo annusa e sospira. Annuso le mie, so di muflone. Ho già detto che lo odio?
Birre ne girano come niente fosse, ad un certo punto mi accorgo di aver esagerato perché i fumi dell?alcol mi fanno vedere Claudia con delle pantofole rosa ai piedi e, soprattutto, mi fanno sentire Matteo (ragazzo di Valentina) che racconta di alzarsi sempre prima di lei (Valentina), preparargli il caffè e portarglielo a letto mentre fa il verso del maiale.
Ma quanto devo aver bevuto?

I due neo sposi sono, appunto, neo sposi.
E sono bellissimi.
Sicuramente il 50% di loro, ed è inutile che specifichi di chi parlo.

p.s. tra poco questo articolo avrà anche una sua foto. Non appena scopro come cribbio si riduce una cosa da due mega ai 60k richiesti da Tiscali.

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Questo matrimonio, alla fine, s’è fatto – 9

24 Maggio 2007 10 commenti

Valentina, prima del matrimonio, piangeva. Durante il matrimonio, ha pianto. Dopo il matrimonio, ha continuato a piangere.
Matteo, ballava.

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18 Maggio 2007 9 commenti

Dovevo capire che in quella chiesa c’era un prete dalle prediche lunghe. Al posto delle normali panche di legno, c’era la collezione completa di Divani&Divani.

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18 Maggio 2007 Nessun commento

Su YouTube sta spopolando un fantomatico “Bat & Cin, first night wedding”.
Il problema è che dura 18 secondi.

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Questo matrimonio, alla fine, s’è fatto – 6

18 Maggio 2007 Nessun commento

Il primo segno che la predica non sarebbe stata brevissima c’è stato quando i chirichetti hanno iniziato a distribuire acqua e coperte.

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Questo matrimonio, alla fine, s’è fatto – 5

18 Maggio 2007 Nessun commento

Il matrimonio è l’arte di risolvere in due quei problemi che, da solo, non avevi.
(R. Cassini)

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18 Maggio 2007 1 commento

Se la Sardegna è la prima regione d’Italia per il consumo di birra pro capite, caspita, ci sarà un perchè.

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15 Maggio 2007 13 commenti

Il prete ha detto “sarà una predica veloce” mentre sghignazzava e faceva il gesto dell’ombrello.

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Questo matrimonio, alla fine, s’è fatto – 2

15 Maggio 2007 Nessun commento

Quando non è cosa, non è cosa.
Valentina, nonostante l’uso di tecniche tipiche del Tae Kwon Do e svariati tentativi di corruzione delle altre contendenti, non è riuscita a prendere il bouquet.

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Questo matrimonio, alla fine, s’è fatto

15 Maggio 2007 Nessun commento

Comunque, non è valido. Sui fogli che un incazzatissimo Don Gianni mi passava, in almeno due ho firmato Kid Rock.

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