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Archivio Giugno 2006

Disaster movie

26 Giugno 2006 3 commenti


Il massimo.
Avete passato una giornata assurda al lavoro in cui la persona più gradevole con la quale avete avuto a che fare era un sosia di Elvis neonazista testimone di geova. Tornando a casa, vostra madre vi assalta da dietro la porta, dove era rimasta appostata per buona parte del pomeriggio per non perdere l?effetto sorpresa, rinfacciando i successi scolastici del figlio della vicina di casa (laddove voi avete portato a casa un 36 striminzito). La vostra ragazza sta attraversando una fase della vita in cui voi, e solo voi, siete la causa finale di tutte le sue disgrazie, del crescere senza sosta dei suoi peli inguinali, di svariate disgrazie aeree mondiali, del frenetico ticchettare dell?orologio biologico e, tanto per mettere la ciliegina, il telefono squilla chiedendo di lei, e voi, dopo un attimo di smarrimento, riconoscete nella voce il figlio della vicina neosessantamunito.

Senza timore di essere smentiti, potete dire di avere il grande merito di aver ridisegnato, a favore delle generazioni future, il concetto stesso di Giornata Di Merda.

A questo punto le scelte sono tra la bottiglia (usandone il contenuto o usando la contundenza della stessa, a piacere vostro), ed un bel disaster movie.
Gli anni settanta non si sono accontentati di regalarci cose tipo i pantaloni a zampa d?elefante, Rita Pavone, la Disco Music e la nascita della Bettozzi che, da adolescente, vi negherà quel che con gioia aveva concesso a chiunque semplicemente incrociasse il suo sguardo, con la fulminante ragione ?solo con te posso parlare, con gli altri mi limito a gemere?.
No, ci hanno portato anche uno dei generi cinematografici che più hanno fatto come antidepressivo nelle nostre sere agitate.

Laddove i film di fantascienza di serie B erano all?insegna del ?vorrei ma non posso? e, spesso, dei brutti effetti speciali erano la causa del cambiamento di categoria del film, nei disaster movie questo fattore viene abilmente superato. Anzi, negli anni settanta era un genere di assoluto rispetto e fior di attori venivano ingaggiati per prendervene parte.
Basti pensare allo stormo di star holliwoodiane per un capolavoro come ?L?inferno di cristallo? (Steve Mc Queen, Fred Astaire, Donald Sutherland e tanti altri) oppure uno qualsiasi degli Airport (Alain Delon, Charlton Heston).
La frequenza e la qualità di questi film è stata tale da poterne tracciare non solo delle regole base ma, addirittura, dei personaggi ricorrenti legati solo al filone e non al singolo film, caratteri ricorrenti indipendentemente dall?attore o dalla situazione.
Non importava se il film verteva su un aereo che si è inabissato in mare, si è incastrato in un grattacielo, volando solo grazie alla buona volontà (prendete la parola Airport e metteteci a caso due numeri), se ci troviamo su di un transatlantico rovesciato (L?avventura del Poseidon) o se abbiamo scelto di accendere un mutuo trentennale a tasso agevolato per comprare un monolocale proprio sulla faglia di sant?Andrea (Terremoto).
Per non parlare poi di tutti i filoni alternativi, rigorosamente avversati dai veri puristi del genere, in cui la minaccia è divenuta tale solo grazie all?intervento umano.
Mi spiego: prendere una scatola di antidepressivi, mandarla giù con una bottiglia di Jack Daniels e, quindi, mettersi in volo e CASUALMENTE avere un infarto che ti fa impattare contro un Boing, beh, questo vale.
Essere il capo scientifico mezzo matto a capo di un progetto militare ultrasegretissimo che rende non solo intelligentissime ma dotate di puntura letale delle api, per non meglio definiti scopi bellici, no, decisamente non vale.
Anche perché, a voler contare i peli sul culo alle mosche (mamma mia, solo per aver ideato un immagine di questo tipo dovreste alzarvi tutti in piedi, applaudire al mio genio, dopodichè uscire e mandarmi un bonifico di 50 euro), i film dove il fichissimo della situazione deve combattere una minaccia geneticamente modificata, sono comunque classificabili come Monster Movie.

Ma quante ne so? E soprattutto, ma quante ne dico?

Il filone Disaster Movie, vive e prolifica tuttoggi. Anzi. Canale 5 ogni benedetta estate ricicla ?Alta tensione?, dove da anni svuota i magazzini di quelli che solo genti italiche e non senza il benchè minimo spirito critico e lungimiranza, definisce come orrendi filmacci di serie D.
Ma io dico. Hai avuto la giornata che hai avuto e pensi di riuscire a buttarti tutto alle spalle con cosa? Con un bel filmone danese sottotitolato o con due ore di Max Von Sidow che gioca a scacchi con la morte? Con i problemi esistenziali di Monica Vitti? Ma non diciamo cazzate, nulla ti rimette al mondo come un film in cui l?attore rimpiazzo per eccellenza (il biondino che ha sostituito Richie Cunningham a Happy Days e che è entrato in corsa su Love Boat coprendo la fondamentale figura del fotografo di bordo) deve constrastare l?aberrante minaccia delle PALLE DI NEVE ASSASSINE! Delle fantastiche palle di neve giganti che, tra parentesi, rimbalzano e non abbandonano la perfetta forma sferica nemmeno quando toccano terra, iniziano a cadere sulla classica cittadina di privincia americana dove chiunque anche semplicemente pensi di variare la tradizionale ricetta della torta di mele, viene condannato alla gogna per quindici giorni. Bene, il nostro eroe deve salvare la pelle e tirare in salvo il vecchio nonno, la giovine figlia e la gnocca che prima della fine del film, rigorosamente, se non gliela dà, almeno gliela promette.

Già, nei disaster movie i punti cardine sono sempre quelli: l?eroe deve mettere in salvo quanta più gente possibile in assoluto sprezzo della propria incolumità, le persone da mettere in salvo sono, nel 99% dei casi una bambina, un cardiopatico o una persona in attesa di trapianto, una gnocca (che prima, o in pieno disastro, avrà l?improvviso bisogno di farsi una doccia o sentirà che le sorti della sopravvivenza mondiale poggiano sulla perdita di notevoli centimetri quadri della propria camicetta), un prete, due che stanno per divorziare e un disfattista che, regolarmente, schiatta prima dei titoli di coda.
Possono esserci delle piccole varianti, come ad esempio dei parenti o la Cosa Ridicola Per Eccellenza: l?animaletto domestico.
Immaginate la scena: intorno ai nostri eroi c?è un fiume di lava e la lastra di pietra sulla quale poggiano i loro, ancora per poco, incolumi piedini si sta velocemente sciogliendo. A questo punto il protagonista, nziché urlare ?schiattate tutti, rompicoglioni che non siete altro. Specie te, beccamorto!? al cardiopatico, alla bambina e al prete, sgomitare gli altri, afferrare la cima che è stata calata dall?ultimo elicottero disponibile, decide di far mettere in salvo tutti i suoi compagni e risalire per ultimo. Sta per afferrare la corda quando, dalle braccia di quella maledettissima stronza della bambina, scappa FUFFI, il suo amatissimo gatto soriano. A questo punto egli, per inspiegabili motivi, decide NON di regalare al suo peloso culo felino la Zampata Definitiva e godere come uno Gnu mentre la maledetta palla di pelo sparisce bruciacchiata sotto svariati metri cubi di materia incandescente.
No.
Il nostro impavido coglione sfrutta ogni millimetro quadro di superficie rimasta per fare ?pussi pussi bel gattino? per attirare a sé l?immonda creatura e, quindi, trarla in salvo.

Inoltre, in questi film non esiste la figura del cattivo. Al massimo c?è quella del perfido, di uno che, pur di salvare la pelle, prende un ragazzino e lo usa per tappare il buco che si sta allargando su di una diga o usa gli organi interni annodati dei suoi compagni per calarsi verso la salvezza. Al massimo può esserci uno del gruppo che si nasconde rubando le risorse del gruppo ma la figura del ?cattivo? è ricoperta dalla catastrofe in se.

Quindi se siete stanchi, depressi, annoiati, distrutti etcetc, tutto quel che dovete fare è accendere il dvd e premere il tasto PLAY.
Il cervello si metterà in Stand By automaticamente ai primi fotogrammi.

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A girare Guerre Stellari sono capaci tutti

8 Giugno 2006 2 commenti


A girare Guerre Stellari sono capaci tutti.
La Guerra dei Mondi, poi, lo realizzerebbe anche la mia cuginetta.
2001 Odissea Nello Spazio è considerato un capolavoro perché nessuno c?ha capito mai niente ma non si ha il coraggio di ammetterlo.

La vera sfida, il vero Grande Slam lo ottieni quando hai a disposizione buculiardi di dollari, un cast magari stellare e realizzi la Vaccata Definitiva.
Io adoro questi film.
La fantascienza ha una percentuale ?film brutti su film realizzati? altissima, non si sa bene per quale motivo ma le idee banali e bislacche abbondano nella mente di registi e sceneggiatori quando si rendono conto che devono avere a che fare col futuro e, magari astronavi. Questi film si dividono in tante categorie (a secondo della Vaccosità) ma, sostanzialmente, in due maxicategorie: i film di serie B convinti e felici di esserlo e quelli sempre di serie B ma inconsapevoli e quindi cazzate.
Nella prima troviamo autentici capolavori del cinema contemporaneo e non, piccole perle, divertissement stilistici, spesso con cast insospettabili, che rendono il globo terracqueo un posto migliore dove soggiornare, nella seconda possiamo annoverare tutta una schiera di pretenziose idiozie che, credendo di aver realizzato un capolavoro, mandano in sala dei film indiscutibilmente inguardabili e vanitosi.
E io ci sguazzo come se avessi a disposizione uno stagno di nutella.
Dei secondii ho recentemente visto la summa totale: King Kong.
Due ore e mezza di uno stronzissimo scimmione che già aveva rotto le palle con la prima versione nel 1937 quando, probabilmente, si credeva ancora che la terra fosse rotonda e invece di sentire il telegiornale si aprivano le oche e se ne leggevano le interiora.
Peter Jackson, dopo la trilogia, aveva il mondo holliwoodiano a disposizione. Poteva avere tutto e tutto gli sarebbe stato dato con un semplice schioccare delle dita: se avesse voluto fare il morettiano ?Storia di un cammello apostata errante nelle miniere di sale del bergamasco?, beh, avrebbe potuto. Se diceva che per lavorare aveva bisogno di profonda concentrazione, gli studios gli avrebbe messo tra le ginocchia Angelina Jolie 24 ore al giorno.
Ma lui no. Duro e puro.
Ha detto ?voglio rifare un cazzo di film dove, per due ore e mezzo, altro non faccio che far correre e sputazzare uno scimmione che ha serie problematiche relazionali, per farvi contenti ci butto in mezzo anche tutti i dinosauri avanzati a Jurassic Park 3. Non vi preoccupate, lo faccio tanto assurdo che piacerà un casino a tutti?.
Quelli di hollywood si sono guardati in faccia preoccupati.
?Mica vorrai fare un film artistico? Spiega meglio la definizione ?assurdo?.
?Allora, ad un caspita di regista imbecille capita in mano una mappa??
?Del tesoro! Indiana Jones 4! Fico! Facciamolo! Facciamolo!?
??no, non del tesoro, di una isola sperduta dove non c?è altro che morte, devastazione e puzza di guano di scimmia, con delle sanguisughe giganti che ti ciucciano la testa e ragni velenosi grossi come tank. Naturalmente lui non vede l?ora di andarci??.
?Sì, fin qui è plausibile?
?? bene, una volta arrivati lì lo scimmione scopre di essere fondamentalmente uno sporco razzista perché le indigene se le mangia, questa bionda con zero tette, invece, se la spupazza per tutta l?isola come se niente fosse, lei lanciata per aria e ripresa al volo dovrebbe morire una cinquantina di volte ma, prima della partenza, aveva fatto la puntura contro la malaria e la morte, quindi non muore. Anzi scappa col suo bello aggrappata ad una zampa di pderodattilo che in venti secondi questo ha ammaestrato e lo fa andare dove dice lui?
Gli studios, a sentire questa trama fantastica gli hanno firmato un assegno di uno stronziliardo di dollari.

Ecco, io questi film li odio.
Amo alla follia quelli che sono capolavori involontari.
Film come Aracnofobia.
Guardo il cast: Jeff Daniels e Julian Sands, che fino ad allora avevano realizzato ?film d?autore?, leggo la trama che parla di una invasione di piccoli ragni velenosissimi nella classica provincia rurale americana e penso ad un errore, poi mi ricordo di piccoli film definiti Horror ma rivelatisi capolavori, come ad esempio ?In compagnia dei lupi? e ?Il buio si avvicina? che erano semplicemente stati pubblicizzati male (se ben ricordate, anche lo stesso ?Silenzio degli innocenti? passò velocissimente nelle sale italiane per colpa di un trailer che lo bollava come horror sanguinolento salvo ritornare ai fasti che gli spettavano dopo la pioggia di oscar), decido quindi di vederlo.
Eccezionale.
Nemmeno l?ombra di una lontana pretesa di coerenza scientifica ma una trama apparentemente banalissima costruita con la sapienza e l?artigianato cinematografico che solo pochi registi sanno realizzare.
Una spedizione in terra d?africa (guidata da Julian Sands) torna portandosi dietro un ragno scovato in un posto rimasto isolato da millenni e finisce in un paesino della campagna americana dove da poco si è trasferito un giovane medico di Los Angeles (Jeff Daniels) in cerca di pace e tranquillità.
Le prime vittime non sono immediatamente ricondotte all?aracnide, il regista costruisce un crescendo di tensione (inframmezzata da un grandioso John Goodman nei panni di un disinfestatore) che sfoceranno nella lotta finale tra il dottore, armato di una sparachiodi e del ragno primario, chiaramente furbo, intelligente e infido come un venditore di quadri televisivo (uno di quelli che ti fanno vedere una stronzata pazzesca, una tela con una chiazza di vomito centrale alla quale hanno attaccato delle penne a sfera, dei bulloni e la lista della spesa e questo beota te la spaccia come ?quadro materico?, se poi l?autore, strafatto di Tavernello, ha sbagliato e ha vomitato pure fuori dalla tela, questo ne aumenta il valore perché ha la ?cornice invasa?).
L?uccisione del ragno, prima bruciato incendiando il gas di una bomboletta spray ed infine inchiodato al muro usando la sparachiodi di prima, COLPENDOLO AL VOLO MENTRE QUESTO SALTAVA è di una liricità incredibile.

Questo è cinema!

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