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Archivio Marzo 2006

Sembrava Capodanno

25 Marzo 2006 1 commento


Ieri notte (noi uomini sposati con bimbe piccole tendiamo a far iniziare la notte alle 20.30, in faccia ai bei vecchi tempi quando la notte andava dalle 5 alle 5 e 10 del mattino), ho assistito ad uno spettacolo stupendo: in alto nel cielo c’era una massa enorme di nuvole all’interno delle quali c’era una vera e propria tempesta di fulmini. Con una frequenza velocissima questi lampi saettavano per quelli che sembravano chilometri e chilometri nel cielo. Da una parte era uno spettacolo eccezionale, dall’altra ero spaventato a morte, pensavo, “se adesso da quei nuvoloni viene fuori una cosa tipo Independence Day? Porca pupazza non si vede neanche se la luna è rossa o meno, certo, se telefono ai carabinieri e dico che stanno arrivando le truppe di Vega, mi sa che non mi prenderanno sul serio”. In un attimo mi sono visto ad erigere barricate contro l’invasore alieno.
Dopo quei tre secondi in cui ho fatto queste considerazioni da b-movie, mi sono reso conto che era lo spettacolo “pirotecnico” più bello che abbia mai visto, meglio ancora di quello dello scorso capodanno.
Di questo qui.

Capodanno 2004/2005
Mezzanotte.
Il mio dirimpettaio, con occhio lupino aveva dichiarato “quest’anno Carmine lo distruggo” (Carmine è il vicino di casa che ogni anno annichilisce il paese con i suoi botti).
Marco (dirimpettaio) ha una bomba a mano? Carmine ha una batteria antiaerea;
Marco ha i fuochi che esplodono con il cuore rosso al centro? Carmine ne ha uno con Miva che lancia i componenti a Jeeg;
Marco ha uno scud? Carmine assolda un ex ingegnere francese ed il giorno prima arriva su di un camion con le scritte “Greetings from Mururoa”.

Quest’anno Marco piazza in giardino e fa partire una batteria di patriot avanzata a Schwarzkopf e un contorno di fuochi multicolori. Finiti quelli si avvicina ad una scatola con un filo pendente, accende il filo e corre come se Beyoncè lo aspettasse vogliosa in camera da letto, mentre corre urla “TUTTI A TERRA!”.
E SI BUTTA IN TERRA CON LE MANI SULLA TESTA!!
Noi tutti pensiamo “ma che burlone Marco, guarda che scemenze fa per aggiungere realismo”.
D’un tratto si fa giorno. Un pieno di luce bianca.
Il rumore è assordante, l’onda d’urto fa volare i cappelli, la signora Alessia si sente mancare. Pezzi di terra ed erba ci volano attorno.
Laddove c’era la scatola c’è un cratere, dove c’era l’erba ora c’è una cittààààààà.
Marco si rialza trionfante, sbavando comincia a saltellare togliendosi il maglione e girandoselo sulla testa neanche Beyoncè avesse dichiarato al Time di aver fatto la migliore scopata della sua vita.
“E ADESSO BATTI QUESTA, BRUTTO FIGLIO DI PUTTANAAAAAAAAAAA!” Rivolto alla casa vicina.

Carmine, fino a quel punto, non aveva sparato neanche un tappo di champagne.

Inizia calmo: fischioni e tricchetracche. Timidi fuochetti artificiali.
Qualcuno più alto col cuore dentro.
Marco inizia il giro di campo con la coppa in mano.
Fischioni più forti, botti più forti ma con frequenza lentissima.
Marco balla come Ricky Martin: “Livin’ la vida loca”.
Tre botti buoni ma niente di che.
Marco si tira giù i pantaloni e si fa una s**a mentre ulula alla luna.

Silenzio
Silenzio
Silenzio

Tutto il giardino di Carmine si illumina di stelle filanti, lui appare al centro con una specie di telecomando in mano.
Marco non riesce a serrare le mascelle, noi ci aspettiamo che si apra la piscina di Carmine e che ne esca il Grande Mazinga.
Partono dei fuochi che neanche alla festa del paese: alti che per vederli bisogna quasi mettere la testa in verticale, quando scoppiano coprono un area intercomunale, enormi cuori rossi, farfalle multicolori in un tripudio di lucette che non smettono un attimo di brillare, finiti questi, da una botola nel terreno partono i patriot, razzi con la coda luminosissima che quando scoppiano fanno un rumore da defcon 3.
Il finale è un ordigno che fa saltare un ulivo. Non so se ci fosse un significato politico ma in quel momento siamo tutti talmente stupiti che nessuno ci pensa.
Tutti tranne Marco.
Se l’è fatta nei pantaloni e mugula bagnato da lacrime fredde.
La sagoma di Carmine disegnata dalle stelle filanti, che non hanno ancora smesso di brillare, fa ciao ciao con la manina e rientra in casa.
Facciamo per rialzare Marco ma sua moglie Marcella ci dice: “Lasciatelo. Paolo, ha lasciato questa per te” e mi porge una busta. La apro.

ULTIME VOLONTA’ DI MINGOTTI MARCO
Caro Paolo,
nell’improbabile caso che Carmine tiri fuori qualcosa di meglio della “testa di Saddam”, costo 800 euro faticosamente risparmiati grazie all’acquisto di un apparecchio per i denti di seconda mano per Fiorella, mia figlia, ti chiedo di finirmi. Finiscimi in qualsiasi maniera tu ritenga opportuna, vendi le mie proprietà e prenditi cura della mia famiglia.
Poi uccidi Carmine.
Nomino te come esecutore della mia vendetta.

In fede
Mingotti Marco

Beh, ieri sembrava capodanno.

La vita, il sudamerica ed il Poker d’Assi

21 Marzo 2006 8 commenti


Era una giornata normale.
Normale quanto può esserlo aver constatato che, più che vendere elettrodomestici, svolgo funzioni che vanno dall?aiuto psichiatrico (Una signora mi ha chiesto un telecomando che avesse ?raggi infrarossi non ustionanti?, visto che se passa davanti al televisore quando il marito cambia canale, gli vengono dei segni rossi sul braccio), al ruolo padrinesco di Consigliori (un collega è venuto a chiedermi come fare per riavere indietro dei soldi che aveva prestato ad un cliente), alla semplice e frequente funzione di dama di compagnia (un frequentatore abituale è entrato, ha tirato fuori il giornale ed un piccolo thermos di caffè, ha chiesto una sedia e si è messo comodo. È andato via alla chiusura. Seccato, pure).

Nulla lasciava presagire quel che sarebbe successo.

Andate al diavolo, effatemi fare il drammatico almeno una volta, no? Se non vi sta bene andate a leggere il blog di Selvaggia Lucarelli che vi spiega come è meglio spalare la merda delle capre marocchine e non scocciatemi.

Da allora nulla sarebbe stato lo stesso?

Visto? Posso continuare ancora per molto e per molto e per molto ancora, posso addirittura peggiorare le cose o renderle più drammatiche, incredibilmente drammatiche, agghiaccianti, terrificanti e giù con tanti altri sinonimi che manco il Devoto-Oli.

In quell?istante tutto cambiò. Cominciò a considerare Berlusconi il grande statista che in effetti è.

Cazzo, più agghiacciante di così non ci riesco.
Comunque.
Io, come credo sappiate, abito in un ridente paesello ed in tutti i ridenti paeselli esistono dei luoghi e delle regole non scritte ben precise. Cose semplici come la tipa del paese che sembra la dia a tutti ma nessuno può testimoniarlo di persona, le persone più importanti sono il Sindaco (per ovvie ragioni), il farmacista (sempre ovvie), il prete (cazzo, devo dirvi tutto) ed il barbiere (è quello al corrente di tutte le chiacchiere che girano in paese, visto che almeno la metà le mette in circolo lui).
Esistono dei luoghi rappresentativi delineati e importantissimi per la vita stessa del luogo. La chiesa, il posto dove, prima dell?avvento della SNAI, si giocava il picchetto, vari posti in cui sono stati avvistati, nell?ordine, alieni, lupi mannari, Madonne di vario genere annuncianti fini del mondo, prossimi parti gemellari o, peggio, visite della finanza. Luoghi come la casa della maga del posto, quella che parla coi defunti celebri, guarisce tutte le malattie conosciute e sconosciute, fornisce i numeri perdenti al lotto (c?avesse mai svoltato qualcuno coi numeri suoi).

Posti come il Poker d?assi.

Viene descritto nella scarna insegna che troneggia all?ingresso come ?Circolo ricreativo Poker d?assi?. Tecnicamente dovrebbe essere un bar visto che c?è anche la pubblicità di una marca di caffè, ma chi può dirlo?
Avete mai visto un bar con le vetrine opache, che non permettono di vedere all?interno? O con un doppio ingresso come nelle gioiellerie? O, peggio, con un piccolo capannello di persone sempre FUORI questo circolo ad una distanza massima di due passi dall?ingresso come (ma è solo un ipotesi) a scoraggiare l?ingresso ad un avventore che volesse semplicemente un caffè?
Nessuno può dirlo.
Perché nessuno, a parte le facce che a turno si danno il cambio fuori, c?è mai entrato.
Si conosce la sua faccia pubblica, quella di Fausto, il proprietario che, prima che i troppo curiosi si ritrovassero con una testa di cavallo mozzata nel letto, rispondeva con sorrisi e battutine alle domande ?ma cosa c?è dentro il tuo circolo??.
Di Alessandro Pusterlon, classe 1911 che, pensando di non rischiare più di tanto considerando la sua età, chiese “ma mica nasconderete qualcosa di losco?”, si sono perse le tracce. Di lui resta solo un biglietto scritto a macchina con scritto “Arrivederci a tutti, vado a raggiungere i parenti in Honduras”. So che vi state chiedendo quali parenti potesse avesse in Honduras uno che si chiama, o chiamava, Pusterlon, ma, se fossi in voi, farei come abbiamo fatto tutti in paese: le poche volte che Fausto si fa vedere negli altri bar, alziamo i bicchieri e urliamo, in modo da farci sentire bene, “Alla salute dell’Honduras!”.
Una volta che Franceschin Guido osò dire ad alta voce “Ma quale cazzo di Honduras! ma chi ci crede! Siamo mica imbecilli!”, tutti ci girammo terrorizzati nemmeno avesse nominato Voldemort. In quel preciso istante, due persone si spostarono mostrando Fausto dietro di loro.
Gelo. Terrore. Sensazione, certezza di fine prossima.
Nessuno ha mai saputo come sia stato possibile, i più propendono una ricompensa divina riscossa in quel momento dal Franceschin che, da bambino, un giorno che i genitori lo portarono a messa, riuscì ad eludere la loro sorveglianza arrampicandosi fin sulla statua del Cristo sofferente per dargli un bacio. Tutti noi credevamo che il tutto fosse stato regolato quando, nel 1988, un rigore al ’96 tolse a Franceschin un 13 in schedina da sette miliardi, e lui si produsse in 34 ore e mezzo di bestemmioni ininterrotti (attuale ed imbattuto record regionale), senza essere fulminato dall’alto.
Ma solo la grazia divina lo salvò sussurrandogli all’orecchio quello che poi disse a voce ben alta “Chi caspita vogliono prendere in giro? ALVAREZ, il laterale della Roma, è troppo bravo per venire dall’Honduras! Quello è sicuramente un brasiliano in incognito!”
La provenienza divina fu sancita e certificata dal successivo:
“E andate più spesso a messa!”

Questa lunga premessa. Perchè, direte voi.
Perchè Fausto ieri mattina, è entrato nel mio negozio.

Faccio uscire tutti, sto per premere il pulsante dell’allarme silenzioso quando lui mi dice “Ho bisogno del tuo aiuto”.
Ecco, lo sapevo, Vito Corleone sicuramente diceva questo prima di fare gli stivali di cemento ai suoi avversari, e Luca Blasi? Come hanno fatto fuori Luca Blasi? Dicendogli che avevano bisogno di lui, cazzo, sono fritto, ma perchè? che ho fatto? Oddio le bambine, chi penserà alle bambine?

“Non mi si vede Sky, e stasera c’è la partita. Mi ci dai un occhiata?”
Sono salvo! Ossignùr, è solo una cosa di negozio!
“Ok Fausto, non c’è problema, vengo subito a casa tua, se mi dici dove abiti……”
“Mica parlavo di casa mia, non si vede quello del POKER D’ASSI”
L’ha detto così, maiuscolo.
“Scusa, dovrei controllare il decoder del circolo?”
“Esatto”
“E come faccio a farlo da fuori?”
“Ma sei scemo? Entri e gli dai un occhiata”
“…”
“Perchè? Non ci sei mai entrato?” No, come nessuno con il vizio di respirare ed inspirare in maniera continuativa, del resto.
“Dai, quando chiudi negozio fai un salto”
Porca miseria, è l’una meno un quarto, non faccio in tempo a salutare per l’ultima volta Rosanna e le bimbe, per il testamento poi… se mi vendono la collezione dell’Uomo Ragno della Corno, torno la notte e gli tiro le lenzuola.
E dove lo trovo un giubbotto antiproiettile a quest’ora di domenica?

Vabbè.
Mi incammino. Stranamente non c’è nessuno fuori dalla porta. Inspiro profondamente l’aria fresca che mi circonda. Vivere è stato complicato, ma bello.
Suono il campanello.
Un ronzio annuncia l’apertura della porta. La apro e mi trovo in un corridoio completamente bianco con delle luci lungo le pareti. Sento una voce in lontananza “E’ pulito, ha solo pinze, chiavi e cacciaviti”.
Altro ronzio, altra serratura che scatta. Apro.
Entro.
Chiacchericcio latente che si interrompe all’istante come la porta si chiude, dodici paia di occhi si girano verso di me.

Silenzio tombale.
Sento il rumore dei miei capelli che crescono.
Sento il rumore dei villi intestinali che stanno producendo quel che tra poco sarà un grosso problema di lavanderia.

Non è la mia fantasia, sento chiaramente il rumore di un serramanico e del carrello di un’automatica che si carica.
Abbozzo un sorriso e alzo la manina scuotendola leggermente in un terrorizzato “ciao”.
Un discendente in linea diretta di Giuda Iscariota si alza dal tavolo e provocandomi delle ferite interne solo con lo sguardo, si dirige verso di me. Arrivato a quasi due metri, i colpi peggiori provengono dal suo alito.
Proprio quando sta per uccidermi definitivamente aprendo la bocca, Fausto gliela tappa con una mano e, guardando tutti i presenti fa “Eccheccazzo, vi avevo pure avvertito che sarebbe arrivato un esterno!”
“Scusali. Scusa soprattutto Freccia Nera” (questa la capisce solo Battista)
Il tizio che si avvicinava grugna solo un attimo e si rimette seduto.
“Il televisore è lì”.
Usando solo la vista periferica mi accorgo che il Poker d’assi è un locale di uno squallore indicibile: tavolini di formica usciti di pacca dalla discarica di Cupinoro, sedie sulle quali hanno vomitato generazioni di tagliagole, un pavimento che, e ne fanno un vanto tutti i presenti, non vede l’ombra di uno straccio da quando Einaudi era presidente. Il bancone è un semplice tavolaccio retto da due panche da imbianchino.
Definirlo un cesso di posto è fargli un complimento che non merita.
Faccio un passo.
Sedie che si muovono.
Mi incammino verso il televisore.
Altre sedie che si spostano per seguirmi mentre vado.
Non li guardo in faccia aumentando le mie possibilità di scamparla.
Arrivo al televisore.
Un pensiero improvviso mi invade: l’unica possibilità che ho di vedere il nuovo giorno è riparare il guasto, se non riesco a farlo non gli sarò più di nessuna utilità e nessuno sa dove sono. Nella fretta ho dimenticato di avvertire qualcuno.
Almeno per reclamare la salma.

La scart è staccata.
La ricollego. Sono salvo.
Chiamo Fausto e glielo dico. Lui si gira verso gli avventori e fa:
“Ehi, avete visto? E’ stato bravo, che vi avevo detto?”
Nessuno fiata, nessuno si muove. Nel silenzio che c’è, avrei sentito il rumore di qualche muscolo che si contrae, ma niente.
Fausto mi accompagna oltre le due porte, fin fuori.
“Caspita! Li hai davvero conquistati, non li avevo mai visti così espansivi verso qualcuno!”
“Ma che stai dicendo? Non si sono nemmeno mossi”
Mi mette una mano su di una spalla.
“La senti quest’arietta? Lo vedi questo sole?”
Devo ammettere di sì.
“Se riesci a fare tutto questo, lo devi al fatto che gli piaci”.
“Altrimenti?”, faccio incautamente io.
Lui sorride.
“Sai, la nostra attività si sta diversificando, stiamo investendo tanto in Honduras, potrebbe servirci un corrispondente da laggiù, non vorrai mica che si faccia il tuo nome?”.

Me ne vado sorridendo e dicendogli “dì ai ragazzi che anche a me hanno fatto una strepitosa impressione!”

Vivo. Sono ancora vivo.

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Io sono qui e voi??

17 Marzo 2006 7 commenti


Visto l’interesse del sito che ha proposto Paolo io voglio raddoppiare con il sito www.voisietequi.it.
Solita solfa, test di 25 domande e poi visivamente vi indicano voi dove siete rispetto alla politica italiana.
Io sono risultato particolarmente “vicino” all’Italia dei Valori e alla Rosa nel pugno.
Inizio a farmi veramente delle domande.
Il mio link

http://www.voisietequi.it/risposteUtente/risultato/key/7c348092

e nel riferimento il punto di partenza per voi, se avete voglia… ;o)
Riferimenti: Voi siete qui punto di partenza…

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Un tranquillo weekend de paura!!!

15 Marzo 2006 6 commenti


Certe volte, nel corso della propria vita, ci sono momenti dove sembra di essere protagonisti di un film, o anche di una pessima soap-opera. Paolo è protagonista di una candid-camera su proxima centauri e io sono la star del nuovo reality show: “la grande sfiga”; in onda su tutti i gli schermi del quadrante delta.
Vi vedo siete scettici…. ma ve lo dimostrerò e poi mi direte se questa trama non è stata scritta da uno Taresiano!!
Tutto inizia alcune settimane fa, leggo su internet che i Crusaders iniziano il nuovo campionato domenica 12 marzo, decidiamo con Cinzia di scendere a Cagliari e lei mi anticipa verso sud per fare alcuni lavoretti di manutenzione nel suo appartamento cagliaritano. Ovviamente la partita viene rinviata e salta l’obbiettivo numero della mia discesa.
Venerdì cmq mi metto in viaggio verso Oristano, dove Cinzia ha raggiunto casa dei genitori, con l’idea di scendere la mattina di sabato per fare delle foto per la tesi di Mario, mio fratello. Il viaggio prosegue tranquillo, arrivo a Oristano in perfetto orario, finalmente riabbraccio Cinzia dopo una settimana e la cena è ottima e abbondante. Il fine settimana parte con i migliori auspici.
La mattina mi sveglio presto, con le migliori intenzioni di scendere a Cagliari fotografare e tornare per pranzo. Mi affaccio alla finestra e una tempesta di acqua e vento mi fa presagire che il piano è saltato. Dopo un buon pranzo vedo che un pallido sole si sta facendo largo tra le nubi, breve telefonata a Maurizio e parto direzione sud. Il sole diventa sempre più intenso, sembra che le cose si siano finalmente mettendo per il verso giusto. A pochissimi chilometri da casa di Maury inizio a sentire uno strano rumore provenire dal cofano della mia macchina, contemporaneamente la spia dell’olio si accende brevemente per poi, repentinamente, spegnersi. Inizio a preoccuparmi ma mi era già successo e la semplice sosta di un paio d’ore aveva fatto sparire il problema. In breve tempo parcheggio, chiamo Maurizio e andiamo a fare le foto. Il sole ci aiuta e nonostante un fortissimo vento di maestrale (il giorno dopo il vento ha costretto a sospendere la partita Cagliari – Fiorentina!!) riusciamo a fare molte foto. Soddisfatto di aver finito in un tempo decente mi accingo a tornare ad Oristano. Accendo la macchina e il rumore è sempre presente!! la spia lampeggia flebile. Che fare? Provo a chiamare mio cugino mio cuggino Nicola, meccanico e ancora di salvezza sempre pronto in queste tragiche situazioni, mentre gli sto facendo ascoltare il rumore via cellulare finisce il credito. Passo alcuni minuti tra farmi prestare il cellulare di Maurizio, la macchina in sottofondo borbotta, e richiamarlo per sentirmi dire: “spegni tutto, blocca tutto!!”.
Un paio di secondi di panico, la macchina spenta al volo e una spasmodica ricerca di un meccanico aperto di sabato pomeriggio, sarebbe più facile trovare un bar aperto all’Isola Rossa a novembre o un giocatore dell’Inter a letto a mezzanotte la domenica sera. Ok mi rassegno, affido le chiavi a Maurizio che lunedì porterà la macchina dal suo meccanico. E ora?? treno verso Oristano (preso ovviamente al volo) per un mesto ritorno a casa.
Un’ora e dieci per fare 100 km. e per poter farmi rodere il fegato bene, bene. Anche la serata al cinema salta, l’umore non è adeguato.
Domenica pensiamo le varie combinazioni per tornare a Trinità, per fortuna il padre ci CInzia ci offre la sua macchina. Ci rilassiamo un attimo e alle 17,00 carichiamo l’auto e ci sediamo per partire. Infilo la chiave e nulla…. ci riprovo si accende una lucetta e ancora nulla….. “Ma por** pu*****, aff*****, la batteria!!!”. Richiamiamo aiuto per fortuna con la macchina di Stefania, la cugina di CInzia, i cavetti (prima volta che li usiamo) riusciamo a far partire la macchina. Così passiamo due ore di strada verso Trinità guardandoci intorno preoccupati, cercando di capire dove fosse il prossimo ostacolo, se la macchina decidesse di “nominarci” all’improvviso. A viaggio quasi finito arriva la cassica ciliegina sulla torta, Squilla il cellulare di CInzia, il cognato, dopo aver passato tutta la giornata al pronto soccorso di Bologna, viene ricoverato per essere operato di appendicite!!! Ovviamente Simona la Sorella è senza patente e con un figlio di due anni e quindi Cinzia deve partire per fare l’autista/baby sitter. In quel momento sul pianeta Taresia III lo share era del 88% e il televoto ci dava entrambi perdenti!!!

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Vignetta della settimana – 13

10 Marzo 2006 20 commenti


Altan mi aiuta ad esprimere quello provo in questo periodo…

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