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Archivio Febbraio 2006

Appunti disordinati di febbraio

28 Febbraio 2006 10 commenti


Le Olimpiadi hanno chiuso, carnevale sta per esplodere gli ultimi brillantissimi fuochi e io mi rendo conto di essere un pò arrugginito.
Ma andiamo per ordine:

> a metà febbraio ho subito un piccolo intervento, asportazione dell’unghia incarnita dell’alluce destro, e ho potuto toccare con mano (anzi con piede) la sanità italiana (anzi tempiese). Partiamo dai costi: prima visita chirurgica per dirmi “si è da operare” (Ma va, io sono venuto qui solo per il panorama), durata della visita 5 min. costo Euro17,50; Intervento di circa 15 minuti, anestesia compresa, e delle mani di piombo mentre mi estirpano la mia povera unghia mentre parlano dei pettegolezzi dell’ospedale (vorrei cercare di capire qual è l’infermiera al centro dei loro discorsi) costo Euro 28,00; medicazione due giorni dopo, durata 6 minuti (al massimo) costo Euro 7,00. Totale 52,50, per un totale di 26 minuti di lavoro, non voglio sapere quanto può costare un intervento a cuore aperto!!!

> il piede infortunato mi ha impedito di stare per molto tempo al computer, soprattutto di sera (la cura è stata antidolorifici e piede sollevato) e mi ha “costretto” a vedere più televisione del solito. Vista la tristezza imperante di questo periodo televisivo (di decente c’è solo nip/tuck ad orari improbabili e C.S.I. NY che è moooolto più splatter degli altri) per fortuna c’erano le Olimpiadi!!!
Belle, emozionanti, palpitanti le cerimonie di apertura e chiusura. E’ salutare per il cervello e l’anima di uno sportivo da poltrona passare del tempo a tifare per un fondista o un pattinatore piuttosto che i soliti Nesta o Del Piero. Le emozioni, positive e negative, non sono mancate. Ho così urlato e tifato per Fabbris, visto le botte dell’Hockey e mi sono incuriosito con la nuova malattia nazionale: il Curling, sorpresa delle sorprese quelli delle teiere in granito hanno fatto ascolti record. Fantastici poi freestyle, snowboard e Di Centa. E poi il pattinaggio, dove tipe veramente notevoli saltano e si contorcono con costumi ridicoli facendo balzi e piroette che a me sembrano tutti uguali ma non si sente altro che dire in giro “Ha, hai visto il triplo Axel della russa??” mah! sarò io l’ignorante ma ancora non riesco a distinguere un Axel da un Tolup, per fortuna lo spettacolo non è dato solo dalle figure, riconoscibili o no, ma dall’emozioni che gli atleti trasmettono. E poi, finalmente, l’Italia ha dimostrato di saper organizzare un evento di livello internazionale bene con efficenza ed abilità.

> Ho visto ?Munich?. Bello il nuovo di Spielberg mi è proprio piaciuto. Riesce a darti quella sensazione di guerra infinita dove non ci sono più vincitori o vinti, buoni o cattivi, eroi o criminali. Ottima poi la ricostruzione degli ambienti e la fotografia con dei colori veramente anni ’70. Voto 8/10.

> La campagna elettorale di quest’anno mi sta facendo particolarmente schifo!

> Stanno per arrivare tre nuove serie: “Lost”, “Roma” e “Numb3rs”. Che ne dite sono da seguire?? Di Lost sono sicuro, le lodi sono sperticate da ogni lato, ma le altre due?? Mistero assoluto. Consigli?

> Domani si chiude il “Carrasciali Timpiesu 2006″, sabato ancora un successo per il mio costume (postero’ la foto e mi direte) e domenica la sfilata era bella, forse la migliore degli ultimi anni, la dimostrazione che se si lavora con un buon lasso di tempo, i pianali e i capannoni dove costruire i carri sono stati consegnati a ottobre, e con i soldi in anticipo si fa’ un buon lavoro. Un neo? Lo slogan “Benvenuti nella giungla” ma quale quella del Limbara?? Bho!!

Appunti su argomenti o discussioni che avebbrero meritato posto più lunghi ed articolati, ma in questo periodo è andata così. Prometto di migliorare ;o)

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La gente è scema

22 Febbraio 2006 3 commenti


Non mi piacciono le biografie.
Le autobiografie, poi, lasciamo perdere. Nessuno resiste alla tentazione di descriversi migliori di quel che si è, se non addirittura arrivare a mentire spudoratamente.
Se chiedete alle vostre amiche quanto pesa, la risposta sarà di cinque chili in meno della verità almeno nella metà dei casi.
L’altra metà mentirà in maniera tanto spudorata da risultare quasi insultante. Per carità, già vedo voi lettrici sollevare le sopracciglia ed iniziare una filippica mentale su come dovrei farmi gli affari miei e su come “noi uomini siamo tutti uguali e bla bla bla”.
Ok, allora (maledetta par condicio) chiedete a tutti vostri amici, al termine di una festa, quante bottiglie hanno singolarmente bevuto.
Facendone la somma otterrete comprensibilmente un numero pari alla produzione annua della Dreher e della Heineken messe insieme.

Tutta sta premessa per dire che, contariamente a quanto faccio normalmente, ho letto una biografia, o meglio, un libro che racconta il punto di vista dell’autore su una scalata finita male all’Everest.
Il libro si intitola “Aria sottile” e l’autore è Jon Krakauer.

Qualche settimana fa, Umberto e Denis, due amici sono venuti a cena da me e, dopo esserci bevuti 64 bottiglie di birre a testa, ci siamo messi sul divano a chiacchierare. Umberto, che non fa un passo senza avere o il televisore acceso o uno specchio in cui riflettersi, ha messo su di un documentario che raccontava proprio di questa scalata.
Ora, anche ad una mente semplice come la mia, appare abbastanza chiaro che scalare la montagna più alta del mondo non può certo considerarsi una passeggiata di salute. Quindi scoprire che esistono delle compagnie che promettono di portare in cima all’Everest chiunque sia disposto a pagare 65mila dollari e sia in forma fisica quantomeno discreta, è stata una sorpresa. Almeno quanto lo scoprire che ci sono una marea di teste di cazzo convinte che salire lassù sia facile e indolore.

L’autore di questo libro è un tizio che si definisce “bravo scalatore” ma ammette di non avere mai avuto esperienze di scalata sugli 8000 e quindi non aver mai provato i problemi derivanti dalla scarsità di ossigeno.
In breve, questo cretino non fa altro che descrivere in ogni pagina quanto sia difficile e doloroso fare anche un solo passo a quelle quote, ogni pagina lui compie degli sforzi sovrumani per rimanere lucido, sempre a quanto dice lui, ciononostante prosegue attirato dal miraggio della vetta.
In quella spedizione ci restano secche dodici persone tra cui il capo guida e parecchi clienti, lui stesso, insieme ad altre persone che sono state aiutate quando si sono trovate in difficoltà, decide che per alcuni “è troppo tardi” e li abbandonano a se stessi.
Bellissimo poi quello che fanno ad un componente del gruppo: lo trovano mezzo assiderato mentre cercano di scendere, lo guardano, lo battezzano come morto e tirano avanti. Però sto tizio non è morto, è messo malissimo, per carità, ha una mano congelata, un occhio chiuso dal ghiaccio e una gamba malconcia e, fanculo tutti, si alza in piedi qualche ORA dopo che sono passati e li raggiunge ad uno dei campi base più a valle.
Da solo.
Arrivato in condizioni assurde, tutti subito intorno a lui a dire “ammazza, ce l’hai fatta, sei troppo forte” e giù pacche sulla spalla. Lo mettono dentro una tenda sotto un sacco a pelo per tenerlo al caldo. Lo battezzano moribondo un altra volta, dicono “è talmente messo male che non passa la notte” e lo lasciano là.
Scoppia una tormenta di neve.
Dopo che questa è finita, dopo che tutti si sono riscaldati, presi il tè e rimessi leggermente in piedi, si rendono conto che il vento ha portato via la tenda dove lo avevano chiuso e che il sacco a pelo che il tizio aveva addosso è aperto e sventolante.
Vabbè, si dicono, il freddo e la tormenta l’hanno fatto secco, in fondo la morte per congelamento è dolce, tanto non ce l’avrebbe fatta e pitipim e patapam. Gli vanno vicino e si beccano uno dei Vaffanculo più grandi della storia (l’autore riporta solo la frase “che si deve fare per avere un pò d’aiuto?”, traduzione di “Brutti pezzidemmerda che ve pozza pija na sciorta che ammerda ve tracima puro daae recchie”) da sto tipo che, congelato molto più di prima, è comunque vivo.
Cercano di scongelarlo ma, a detta di tutti, adesso è matematico che sia spacciato. A questo punto l’autore, che ogni pagina non mancava di ricordare quanto gli facesse male respirare, e quanto la mancanza di ossigeno lo rendesse spossato, si allontana dal campo e se ne va, con gli altri che stavano messi meglio ad un campo base ancora più a valle “a cercare aiuto”. Una tormenta di neve, un altra, li coglie come arrivano non permettendogli di ritornare al campo precedente coi soccorsi.
Al mattino dopo, quando il tempo si è rimesso e dopo essersi stiracchiati e presi un altro tè, questi vedono due figure avvicinarsi. Uno di questi è il tizio che tutti hanno dato per morto due, tre volte, dimenticato al freddo, e abbandonato a sè stesso.
Bene, questo si è alzato da solo e si è messo in viaggio, salvandosi la pelle.

Ma chi glielo fa fare a sta gente?

Ad una domanda simile “Perchè tenta di scalare l’Everest?” fatta a Hillary, il primo che ce l’ha fatta, questi rispose (la risposta più a cazzo di cane del mondo, almeno secondo me), “Perchè è lì”
Ora, le cronache non riportano se qualcuno gli inviò vaffa e sputazzi ma se non lo hanno fatto, beh, avrebbero dovuto.

In ogni caso, per carità, se qualcuno è disposto a richiare la pelle in modo così scemo e se qualcuno ancora più scemo è disposto a rischiare la propria per andare a salvare un idiota che magari si è trovato in difficoltà mentre faceva la scalata, faccia pure. basta che non mi chiedano di dargli una mano.

Va a capire perchè non fanno tutti i direttori d’orchestra come Uto Ughi…

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I trenta secondi definitivi

11 Febbraio 2006 3 commenti


Giornate grigie e fredde.
Tira vento, pioggia. Berlusconi, che appare anche come meteorina da Fede, ha detto che anche lui è stato tramontana e se fa tutto questo freddo è colpa della sinistra e dei quotidiani che, messi sotto la camicia, non riparano dal vento come facevano anni fa.

In negozio la gente impazzisce.
A mia insaputa devo far parte di una candid camera aliena, qualche mente extraterrestre deve aver inserito nel meccanismo di apertura del mio portone un Abbassatore del QI ed una telecamera. Riprendono le richieste assurde che mi fanno, le risposte che restituisco e mi mandano in onda, su Orione, tutti i venerdì in seconda serata. Faccio il 16% di share, mica male. Una per tutte: dopo aver venduto una macchina da cucire ad una signora che, affermava, cuce da quarant’anni, questa mi ritorna in negozio dopo alcuni giorni dicendo che non trovava il serbatoio dell’olio e, di conseguenza, non sapeva come cambiarlo. Ora, una Singer non è, e non è mai stata, una 127 Primavera o, tantomeno, una A112 Abarth e non ha mai inserito, in nessuno dei modelli prodotti dal 1492 ad oggi, un serbatoio dell’olio, in quanto fa macchine ELETTRICHE e non a scoppio.
Certo, Berlusconi, ospite a Casa Alice, ha dichiarato di essere stato un sarto e di ricamare a tombolo, di aver regalato a Putin un sottobicchiere ricamato a punto a croce e che se cercano di spengere la fiamma olimpica è colpa della sinistra e dei quotidiani che non bruciano come bruciavano anni fa, negli anni del pentapartito.

Potete immaginare come mi sento, quindi.
Qualche giorno fa cambia tutto.
Abbattuto dalla presenza contemporanea in video di Berlusconi e Ivano Fossati (non insieme, ma Fossati, da qualche giorno, è ovunque. E’ andato pure da, sic, Radio Deejay), sto per spengere la tv quando TUTTO CAMBIA.

LUI.

“Nella vita le ho provate tutte, americane, francesi, olandesi, anche a due o tre alla volta”
“…anche con la sorpresa”
“Fidati di chi le ha provate tutte”
“A CHI PIACE LA PATATINA”

Rocco Siffredi, vestito come Hugh Hefner, che ammicca alla telecamera da vecchio marpione, fa un tuffo in una piscina circondata da ragazze in bikini e passeggia con un pacchetto di patatine in mano.

Rocco.
Quello di “Rocco non muore mai”, di “Rocco a Praga” quello che si metteva la maschera da tigre prima di andare con Moana, quello che, in una memorabile puntata di “Milano-Roma”, recitando la parte dello scopatore indomito, ha fatto incazzare come una biscia Luciana Littizzetto, tipa che, converrete con me, è decisamente difficile da azzittire o lasciare senza parole.
C’è riuscito. Si è fatto scivolare addosso tutte le battutine che gli rivolgeva, anche le più pesanti e rilanciava con immagini terrificanti ma non volgari. Recitava appieno il personaggio Rocco Siffredi.
La Littizzetto è scesa da quella macchina incazzata come nemmeno Berlusconi dopo le ultime elezioni regionali.

Rocco. Un simbolo italiano.
Fuori dai confini nazionali possono non riconoscere Ciampi, possono chiedersi chi caspita sia quel buffo signore, con intesta un muflone e che ride sempre, che abbrustolisce pannocchie vicino a Putin. Possono confondere Raffaello con Michelangelo, guardare una foto di Cordero di Montezemolo e dire “Ostia! Che faccia da scemo!”, ma come guardano in faccia Rocco, lo riconoscono subito.
E’ uno dei pochi italiani che vengono riconosciuti anche se non inquadrati in viso.
E’ il simbolo di un Italia sempre pronta all’azione. L’Italia che sa cosa fare agli alleati stranieri. L’Italia pronta ad accogliere tutte le culture senza chiedere o pretendere e che sa farlo senza inginocchiarsi di fronte a nessuno ma che, anzi, guarda inginocchiarsi di fronte a lei.
Decisa, sicura, ferma nei suoi propositi.

La faccia che fa alla fine dello spot è da poster.
Ho riso come uno scemo per dieci minuti.

Pensare poi che quella ditta di patatine è passata, come testimonial, da Maria Teresa Ruta a Rocco…

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E’ tempo di SuperBowl…

4 Febbraio 2006 4 commenti


Ci siamo il Super Bowl sta arrivando. Domenica notte, in diretta su SKY e lunedi in differita su ITALIA 1, i Pittsburgh Steelers e i Seattle Seahawks si affronteranno per la conquista del titolo di campioni NFL nello spettacolo più visto dell’annata televisiva statunitense. Si gioca a Detroit nel nuovissimo “Ford Stadium”, daltronde a “motor city” dove si potrebbe giocare ;o).
Se qualcuno, per sbaglio, avesse voglia di guardarlo vi voglio almeno indicare i ruoli del football americano.

Il Football Americano si gioca in 11 contro 11, ATTACCO contro DIFESA. Inoltre ci sono poi gli SPECIAL TEAMS (squadre speciali).

- L’ATTACCO. L?attacco è, come formazione di base, composto dalla OFFENSIVE LINE(linea offensiva) che ha il compito di proteggere i giocatori della secondaria d’attacco (BACKFIELD) dalle incursioni dei difensori avversari e di aiutare nella costruzione delle azioni offensive creando spazi per i giochi di corsa.
E? composta da:
Un CENTRO (C) che da l?inizio all?azione passando il pallone al QUARTERBACK (il passaggio è detto SNAP) per poi bloccare gli avversari.
Due GUARDIE (G) (right and left guards) che si posizionano ai lati del C con la funzione di bloccare la linea di difesa avversaria.
Due TACKLES (T) (right and laft tacles) che si posizionano esterni alle G e anche loro svolgono funzioni di bloccaggio.
Il BACKFIELD ha lo scopo di impostare le azioni d?attacco per guadagnare Yards o per segnare un TD ed è composto da:
Un QUARTERBACK (QB) è il ruolo più importante perchè tutte le azioni d?attacco passano per le sue mani. Egli chiama l?azione concordata con il coach e riferita alla squadra durante durante l?HUDDLE (cerchio degli attaccanti in campo durante il quale il QB dice alla squadra d?attacco l?azione da fare) e, ricevuto il pallone dal centro, o lo lancia (protetto dalla linea) ad un WIDE RECEIVER (o comunque ad un giocatore eleggibile) oppure lo cede al RUNNINGBACK o ancora cerca di guadagnare terreno correndo lui stesso. E’ importante dire è che il passaggio in avanti può essere effettuato una sola volta per azione, mentre all?indietro, stile rugby, si può passare il pallone quante volte si vuole.
Altra cosa importante è che, una volta superata la linea su cui era il pallone quando è partita l?azione il QB non può più lanciare.
Un HALFBACK o RUNNINGBACK (HB o RB) che si posiziona dietro o di lato al QB e ha lo scopo di correre con il pallone in mano cercando di guadagnare più yards possibili. Per fare questo la linea deve bloccare i difensori avversari e creargli varchi.
In determinate azioni può essere utilizzato come ricevitore per il lancio del QB.
Un FULLBACK (FB) che si schiera anch?esso alle spalle del QB ed ha la tripla funzione di correre col pallone, bloccare per il RB o ricevere un passaggio o lancio del QB. Solitamente è più robusto e meno agile del RB.
Un TIGHT END (TE) che si posiziona all?esterno del Tackle e ha doppia funzione: di bloccatore nei giochi di corsa e di ricevitore nei giochi di passaggio.
Due WIDE RECEIVER (WR) che corrono senza palla su traiettorie stabilite dallo schema e devono smarcarsi per ricevere il lancio del QB.

- LA DIFESA. La difesa è composta, solitamente, da DEFENSIVE LINE (Linea Difensiva) e dalla secondaria di difesa di cui fanno parte i DEFENSIVE BACKS (DB).
Ma andiamo per ordine.
La DL ha lo scopo di sfondare la linea d?attacco per contrastare l?azione offensiva mettendo sotto pressione il QB avversario impedendogli di lanciare o addirittura placcandolo dietro la linea difensiva (SACK) e di fermare le corse del RB avversario. La linea può anche aprire varchi nella linea offensiva avversaria nei quali possono inserirsi i LINEBACKERS e/o i CORNERBACKS nelle azioni difensive dette BLITZ che hanno lo scopo di sackare il QB e comunque di fermare le azioni avversarie sul nascere imponendo un non guadagno o addirittura una perdita di yards all?attacco avversario.
Tale linea è composta da:
Due DEFENSIVE TACKLES (DT right and left) che si schierano al centro frontalmente al Centro e ai due Tackles avversari che hanno il compito di bloccarli.
Due DEFENSIVE ENDS (DE right and left) che si schierano ai lati dei Tackles e che vengono marcati e bloccati dalle Guardie avversarie.
La secondaria (SECONDARY LINE) ha il compito di marcare i WR avversari (impedendo loro la ricezione del pallone dopo il lancio del QB) e di placcare i RB avversari una volta che questi sono riusciti a superare la linea difensiva.
Sono composte solitamente da:
Tre LINEBACKERS (LB outside-middle-outside) che si schierano alle spalle della linea di difesa e hanno compiti diversi a seconda dell?azione d?attacco avversaria. Possono infatti aiutare la DL nello sfondamento della OL avversaria, contrastare i WR o fermare i RB.
Due CORNERBACKS (CB left and right) con il compito di marcare i WR avversari per impedire loro di ricevere il passaggio del QB. I CB possono anche INTERCETTARE il passaggio destinato ad un WR conquistando la palla e quindi la possibilità di attaccare.
Due SAFETIES (S free safety and strong safety) che sono l?ultimo baluardo prima della meta e hanno svariati compiti a seconda di come l?avversario imposta l?azione. Per esempio essi marcano i WR se questi convergono al centro oppure possono blitzare o, ancora, fermare i RB che sono riusciti a sfuggire alla linea e ai LB.

Questi brevemente i ruoli per aprirsi un varco nel mondo del football.

Riferimenti: Il SuperBowl

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