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Archivio Gennaio 2006

Any Given Sunday…

27 Gennaio 2006 3 commenti


Recentemente ho ricominciato a seguire il football, il lavoro e tutti i vari impegni che negli ultimi mesi mi hanno “rapito” me lo avevano fatto trascurare. Ma il pranzo per festeggiare i 15 anni di attività dei Crusaders Cagliari (la mia vecchia squadra), le semifinali della NFL e il prossimo Superbowl hanno riacceso la febbre a lungo sopita.
Il Football Americano è uno sport che va capito. Ci vuole pazienza, bisogna vincere quei primi momenti in cui tutto è confuso e strano ma con un pò di pazienza e costanza si conoscerà un mondo appassionante.
Quando un telespettatore italico medio si siede sul suo comodo divano e, per puro caso facendo zapping su SKY, gli capita di vedere una partita di football (con suo enorme disappunto perchè pensava ci fosse Chelsea – Everton o almeno un sedicesimo di finale di Coppa del Re tra Osasuna e Minorca), nota immediatamente le impressionanti ?armature? dai colori sgargianti indossate da atleti enormi che si scontrano violentemente; questo, in genere, basta per attirarlo nei successivi 15 minuti in cui proverà a seguire la partita e in cui deciderà il suo interesse futuro per questo sport.
Il suo primo pensiero sarà: “Hum, carino ma perchè si fermano subito?”. Chiariamo innanzitutto un punto: di pause nel football ce ne sono tante, per motivi pubblicitari, tecnici e fisici, la fatica che fanno personaggi di quella stazza con la divisa addosso è notevole e i tempi morti (ma che non sono poi veramente morti, perchè si cambiano i giocatori o si decidono gli schemi per l?azione successiva) sono necessari. Una partita di football dura, in genere, tre ore e va interpretata come un lungo duello strategico (quasi una partita a scacchi tra i coach), impreziosito da tante azioni individuali e di squadra. L’andamento non è fluido e continuo come una partita di calcio o di rugby, ma si svolge su due piani: quello cerebrale degli allenatori per colpire le debolezze degli avversari e sfruttare i propri punti di forza e quello degli atleti in campo che usano la loro forza, abilità o intelligenza (o tutte e tre assieme) per battere in pochi istanti gli avversari ad ogni gioco. L?azione, nel football, infatti dura pochissimi secondi ed è, a parte le azioni spettacolari, di non facile lettura per una persona che vede una partita per la prima volta o, comunque, ne ha viste poche. Tre corse da 2 yards e un Punt (calcio di allontanamento) possono annoiare uno spettatore casuale che è, ovviamente, attirato per lo più da una giocata spettacolare come una ricezione in tuffo da 20 yards e un colpo terribile del difensore in recupero. Bisogna tener presente che il football non è il wrestling; se non c?è sempre l?azione spettacolare è perchè a volte l?azione eccellente, se non spettacolare, e? stata fatta dalla difesa, perche l?allenatore della difesa ha letto bene gli schemi dell?attacco, o perche i Linebacker (i difensori di seconda linea) hanno letto bene il gioco o perchè gli ?uomini di linea? non hanno creato un varco dove il Runner sarebbe dovuto passare o, ancora, perché gli stessi ?uomini di linea? non hanno difeso adeguatamente il Quarterback, etc. etc. Levare la strategia da una partita di football significa levare una parte fondamentale del suo divertimento, e di strategia e di schemi il football ne ha piu di ogni altro sport e con un pò di esperienza possono essere compresi e letti da un semplice spettatore.
Nel football, a differenza di altri sport di squadra, non tutti i giocatori sono uguali e sopratutto hanno la stessa importanza sul campo ma allo stesso tempo la “squadra” sta al di sopra di tutto.
Nel football se hai un Quarterback scarso o nessun Runningback capace, hai già dato un gravissimo handicap alla tua squadra ma allo stesso tempo se hai un “fenomeno” in squadra non supportato da una linea adeguata o da una difesa decente è completamente inutile. In questo, il football è paragonato un ad un?antica guerra epica, dove ci sono le truppe e ci sono gli ?eroi?, dove c?è la guerra di trincea nel fango (le due linee: Linea di attacco e Linea di difesa che si scontrano con colpi durissimi), ci sono i piccoli atti “eroici” che passano, all?occhio di un non attento osservatore, in secondo piano, le azioni eroiche di oscuri lavoratori che poi ricadranno nell?anonimato e ci sono i duelli tra figure osannate come semidei… a volte tra giocatori non fortissimi che compiono azioni da semidei, cosa che, in fondo fa ancora piu? notizia!!!
Nel football poi c?è un concentrato di varia umanità che, tralasciando i classici stereotipi da film come in ?Ogni Maledetta Domenica?, offre un concentrato di personalità e vicende di un attimo che fanno impallidire i nostri Vieri, Totti e “Cassanate” varie? c?è chi esce dal ghetto con una cultura limitatissima, c?è chi esce da un sobborgo con i resti di una vita ai limiti della legge ancora addosso, c?è quello che potrebbe essere il ragioniere vicino di casa, c?è il divo nato, c?è il bellone intelligente, c?è il bellone stupido, c?e? il ragazzo d?oro, il dopato, ci sono tipi giganteschi dal cuore enorme, ci sono persone di una stupidità imbarazzante, ci sono tipi che sembrano usciti da un video rap e ci sono quelli che si immolerebbero per salvare il prossimo.
Il football potrebbe essere paragonato al ?il Signore degli Anelli?, un libro dalla copertina affascinante, dalle prime righe forse noiose, ma dalla grande profondità e con un finale spettacolare.

P.S.: ovviamente questo per quanto riguarda il football in U.S.A., in Italia siamo ancora poco più in là di una rissa organizzata e prima o poi vi racconterò qualche viaggio allucinante dei Crusaders.
Riferimenti: I professionisti

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Sardegna VS Gallura

23 Gennaio 2006 15 commenti


Il dialogo continua. Pax scrive e noi pubblichiamo.
Bapablo

Dopo alcuni giorni di battaglia posso finalmente intervenire sul caso mosso dal nostro Ragioniere Scalabrino.
Ho letto la sua lettera pubblicata su La Nuova Sardegna, ho letto gli interventi di tutti gli ospiti del Blog.
Che dire…??? Beh, vi annoierò un pò, ma in fondo potete decidere di stramaledirmi e non leggere più, quindi…. La lettera di Daniele ha riassunto ed inquadrato perfettamente una proposta di legge che apparentemente trascinerebbe il turismo sardo alla deriva, ma non vuole essere una sorta di partito leghista sardo. Si tratta piuttosto di una lotta intestina. Mi spiego meglio… Non solo questo, ma tutti i governi regionali esistiti fino ad oggi, questo compreso, hanno sempre avuto un bersaglio ben preciso….. cancellare dalla geografia isolana la Gallura. Per quale motivo? Semplice. La Gallura è indubbiamente la porzione di Sardegna più ricca. 125.000 abitanti con un reddito medio pari a quasi il doppio quello delle zone del Campidano, oltre il doppio rispetto all’Ogliastra e alla Barbagia. La quasi totalità delle aziende “non sarde” che investono in Sardegna lo fanno in Gallura. Il CINES, Consorzio Industriale Nord Est Sardegna, ovvero la zona industriale di Olbia, è il quarto Polo industriale in Italia, il primo in quello che definiamo il Mezzogiorno. 8 delle 10 aziende che hanno il numero più alto di dipendenti in tutta la Sardegna sono in Gallura, le prime 11 aziende per fatturato in Sardegna sono galluresi.
Per un fatto legato al numero di residenti, 125.000 appunto, la Gallura è rappresentata in Consiglio Regionale da 8 consiglieri. Il Campidano ne ha 39. Facile ora pensare che la maggior parte degli interessi converga inevitabilmente verso il Sud dell’Isola. Il settore turistico ha delle differenze da capogiro… per ogni Euro “non sardo” che arriva nel Sud dell’Isola, in Gallura arrivano circa 80 Euro. Potenza della Costa Smeralda.
Questa proposta di legge è studiata per dare il colpo di grazia alla Gallura. Devastare il turismo sardo significherebbe devastare sopratutto la Gallura. Per quanto riguarda tutto il resto sono perfettamente in accordo con Paolo che parla di leghisti sardi e con Daniele che sa cosa significa mantenere una seconda casa senza che questa rappresenti una fonte di
reddito. Divergo totalmente da Battista quando afferma che i “continentali” ci lasciano solo fare i camerieri o i muratori… beh, firmerei ora se fossi certo che pur vivendo di investimenti esterni tutta la manodopera fosse sarda. Vale, il milanese o il marchigiano che paga l’ICI al Comune di Trinità deve pagare ancora per poter fare le vacanze e tu che trasferisci le tue tasse alla Regione Sardegna vuoi farti curare da un medico pagato dai romani… Troppo comodo secondo me… Poi mi parli della soppressione del mezzo Tempio-Cagliari… forse quanto ho scritto oggi ti da una nuova chiave di lettura… isolare la Gallura… E il turismo elitario??? Andiamo in vacanza nello stesso posto oppure sono veramente stupido come molti credono…??? Antonio dice che se la mia amata mi chiedesse un gioiello sempre più caro farei i salti mortali per comprarglielo altrimenti significherebbe non amarla abbastanza… Comprare un gioiello fuori dalla mia portata significherebbe dover risparmiare su qualcosa… Immagina Daniele che va i salti mortali per pagare sta tassa e poi si riempie una Station Wagon di pasta Barilla, carta igienica, acqua naturale e bottiglie di conserva, 4 cassette di birra per passare le serate al fresco del proprio terrazzo… la nostra economia si limiterebbe a godere dei soldi che Daniele da alla Regione, alla compagnia di trasporti (dove nemmeno la manodopera è sarda) e forse a un pizzaiolo la sera prima del rientro in Lombradia…
Troppo poco per essere dalla parte del Signor Nessuno.

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Sbalzi d’umore

23 Gennaio 2006 17 commenti


Ricevo e pubblico….
Bapablo

Stamattina ho fatto una fatica bestiale ad alzarmi.. un po’ perchè il fine settimana incasino sempre un po’ i miei orari, per cui il lunedì mattina risento del ritorno ai ritmi “normali”, un po’ perchè ieri a cena ho bevuto coca cola e ultimamente la caffeina la sera mi fa effetto (pensare che fino a qualche anno fa bevevo il caffè tutti i giorni dopo cena..), e un po’ perchè stanotte Matteo si è esibito nella sua interpretazione del treno a vapore…
Quando comincia così, in qualunque posizione si metta, non c’è proprio niente da fare: sono sempre più attratta dall’idea di trasferirmi nell’altra stanza…sob!
Fatto sta che stamattina non riuscivo a muovermi dal letto. Ho bevuto il caffè, che mi ha portato lui, con gli occhi ancora chiusi e dopo essermi rigirata ancora un po’ tra le lenzuola, ho fatto uno sforzo e mi sono alzata.
Avevo una gran voglia di darmi malata e passare una giornata a poltrire, ma in questo periodo c’è troppo lavoro e non me lo potevo proprio permettere.
Voglio vedere se mi arriva la promozione che ho chiesto prima di Natale!
Insomma, sono uscita di casa più tardi del dovuto.
Naturalmente per strada ho incontrato il solito traffico del lunedì, al che mi sono buttata sul tragitto alternativo ma è stato inutile: mi sono ritrovata davanti, prima un’impedita che andava a 40 km/h, poi un camion che buttava fuori un fumo grigio, che viene da chiedersi come possano permettere a certi mezzi di circolare con l’emergenza inquinamento che abbiamo! Mi ha appestata!!!
E poi fanno le domeniche a piedi e i giorni con le targhe alterne..
Rottamassero un po’ di catorci!
Naturalmente il tragitto è alternativo per un motivo ben preciso,anzi due: il primo è che è un po’ più lungo e l’altro che la strada è malconcia ed è a una corsia per cui sorpassare non è la cosa più semplice di questo mondo..
Insomma, ero di umore nero, come si può ben immaginare.
Ma poi a radio deejay hanno passato “Easy” di Lionel Ritchie nella versione, che io adoro (anche se Nicola Savino dice che è identica all’originale.Io non sono completamente d’accordo),dei Faith No More.
Ho alzato il volume, ho cantato a squarciagola e così mi è tornato il sorriso sulle labbra: ma sì! Forse ce la faccio ad arrivare in orario!
L’ultimo pezzo poi è andato tutto liscio, ho anche beccato il semaforo verde! Ormai ci contavo, potevo farcela!
Ho parcheggiato al volo, ho afferrato la borsa, sono uscita di corsa e mi sono ritrovata davanti alla porta chiusa dell’edificio..
Per aprirla devi utilizzare il badge, ma da un po’ di tempo a questa parte il meccanismo non sta funzionando, per cui siamo costretti a suonare il campanello e farci aprire dal portinaio.
Suono.
Niente.
Magari si è allontanato un attimo..Porca paletta, qui i secondi passano, ma capisco che pure lui ha necessità di andare al bagno ogni tanto…
Basta che si sbrighi!
Suono di nuovo.
Ancora niente.
Capisco anche che possa essere una rottura di coglioni sentire un campanello che suona ogni cinque minuti (vi immaginate la mattina all’orario di ingresso in azienda, in un palazzo con 3 piani occupati da una sessantina di persone minimo?) e dover ogni volta schiacciare un pulsante per aprire una cazzo di porta, ma porca puttana, che colpa ne abbiamo noi se qui ogni due per tre si rompe qualcosa??!
Vuoi farmi entrare, cazzo???
Suono per la terza volta.
Dopo un paio di secondi sento “Sì?”.
“Ciao, ho suonato per sapere come stai, vuoi venire a prendere un caffè con me?”
Ma che cazzo pensa che abbia suonato a fare???? Che cazzo mi chiedi “Si?”???
Ovviamente la mia risposta non è stata quella soprascritta, ma giuro che ho mantenuto la calma e ho solo risposto “mi apre per favore?”, con un tono un po’ alterato, sì, ma non l’ho mandato affanculo!
E lasciatemi dire che se lo sarebbe meritato tutto ‘sto stronzo!
Che lo pagano a fare???!!!
Io sono CONVINTA che me l’abbia fatto apposta!
Mi ha vista correre per il ritardo e si è divertito alle mie spalle..
BRUTTO BASTARDO PEZZO DI MERDA!!!
Inutile dire che ho timbrato con due minuti di ritardo.
Poi dicono che noi donne cambiamo umore facilmente!

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Riunione di classe

19 Gennaio 2006 5 commenti


Qualche giorno fa si è svolta la prima riunione di classe di Chiara, sei anni, mia figlia.
Il paese in cui viviamo è abbastanza grande per garantire una certa eterogeneità degli abitanti: puoi trovare l?imbecille con il macchinone così come l?imbecille con l?utilitaria, l?imbecille in bicicletta e l?imbecille con la moto.
Abbiamo anche la nostra brava quota di imbecilli con la Duna, ma quelli, ormai, non fanno nemmeno più notizia.

La riunione è alle 4 del pomeriggio, arrivo alle 4 meno dieci.
Il deserto.
Bidelli che fumano, maestre che fumano, bambini che fumano.
Si fanno le 4.
Ancora non c?è un anima.
Alle 4 e un quarto arrivano due macchine, ne scende una cicciona incazzata col marito alla guida. ?Te l?avevo detto che era presto, a quest?ora arrivano solo le teste di cazzo?.
Occappero, la duchessa di Windsor manda la sua prole alle scuole pubbliche.
Mi avvicino alla signora ?Salve, noi teste di cazzo l?ammetteremmo anche nel nostro club ma abbiamo delle serie regole sull?arredamento: non va mangiato. Quindi mi spiace, ma non può essere dei nostri?.
Mi guarda come guarderebbe un cucciolo di foca appena ucciso a bastonate da bracconieri giapponesi: solo cibo sprecato.

Alle 4 e mezza si aprono le acque.
Duecento macchine iniziano a vomitare casalinghe impellicciate, impiegati scazzati che avrebbero preferito rimanere a casa a contare le mattonelle del bagno piuttosto che ?sciropparsi le solite fregnacce su come va quello scimmione di tuo figlio?, nonni costretti a presenziare perché, storicamente, i nonni non hanno un cazzo da fare.

La classe di Chiara conta 24 bambini e misura, muro muro, la bellezza di venti metri quadri. Al suo interno ora ci sono stipati padri, madri, bambini stessi, cani che non potevano rimanere da soli a casa ?sennò si deprime?, gatti che non potevano rimanere da soli a casa ?sennò passa il pomeriggio a guardare la televisione e si rincoglionisce? e zii che non potevano rimanere da soli a casa ?sennò si beve pure il dopo barba?.

Nel caos generale e generalizzato entra la maestra.
?Signori, buonasera, cercherò di essere breve per lasciare spazio ai colloqui individuali. La classe soffre di alti e bassi, come tutti sapete è una sezione costruita all?ultimo momento quando, grazie alla nuova e lungimirante legge Moratti, non sapevamo se questa sarebbe rimasta ancora una scuola elementare o sarebbe diventato il reparto verdure dell?Esselunga qui a fianco. In sostanza ci sono bambini molto avanti e bambini molto indietro, ci sono bambini che converrebbe abbattere e porre termine alle loro ed alle mie sofferenze ma questo è un discorso che affronteremo più avanti.
Insomma, nella stessa classe ci sono bambini come CHIARA (in quel momento un raggio di sole illuminò la mia bimba, musica di Mozart in sottofondo e, non so come mai, io mi ritrovai più alto di dieci centimetri) che, non solo sa leggere e scrivere correttamente ma ha scoperto la soluzione al teorema di Fermat, corretto il regolamento scolastico, decrittato il codice atlantideo ed è in comunicazione da qualche mese con la MIR grazie ad una radio che ha costruito usando vecchi pacchetti di Pringles, e ci sono dei bambini che si esprimono solo ruttando?.

Può essere un impressione, ma mi sento osservato.
Sarà perché sto sorridendo come uno scemo mentre faccio il gesto dell?ombrello a tutti i presenti.

La maestra mi fulmina con lo sguardo.
?Dicevo, tratto tutti alla stessa maniera. Sono, ad esempio, felicissima che Alessio abbia smesso di passare il tempo in classe innalzando delle guglie composte interamente da caccole, sono estasiata che molti bambini abbiano scoperto l?ausilio degli abiti ed abbiano smesso di venire vestiti solo dei propri escrementi? ? da un lato, insolitamente sgombro, della classe, due figure sporche e maleodoranti, con sulle spalle una clava d?osso, grugnano un ?UH!? ? ?i grandi progressi possono sì essere quelli di CHIARA (fuori dalla finestra appare Uto Ughi, che da una piattaforma mobile dirige la London Philarmonic Orchestra, Carlo Rubbia entra dalla porta, porge dei fogli a Chiara che li legge e, seccata, prende la matita rossa e cancella alcune righe, quindi glieli ridà), ma sono anche quelli di Mario e Giuseppe che hanno smesso di riconoscere i compagni annusandogli le ascelle e non sbranano più i gatti del giardino? ? da una delle ultime file si fa avanti una chimera, un essere mitologico formato dal corpo di un uomo e dalla testa di cazzo (questa non è mia, ma l?adoro. Chiedo scusa all?autore per averla usata magari in modo inappropriato) che dice, brandendo una ragazzina che è l?incarnazione di una Bratz, truccata, vestita e atteggiata esattamente per quello che rappresentano quelle bambole: delle zoccole minorenni.
?e della mia Maria Chantal, non dice nulla??
?No, ho appena mangiato?
In quel momento sento una leggera vibrazione. Chiara sorride e, dandosi un colpetto dietro l?orecchio destro, fa ?vi avevo detto di non disturbarmi?, quindi annuisce, ?Ok, faccio in un attimo?. Detto questo sfila dalla tasca del giubbotto un guanto con delle piccole lampadine sulle dita ed inizia a muovere le mani nel vuoto. Dopo un paio di minuti lo toglie, altro colpetto sull?orecchio. ?Fatto, ci sentiamo presto?, ripone il guanto in tasca e mi spiega.
?scusa, c?erano dei problemi con il controllo del traffico aereo?
?a Fiumicino?? rispondo sorridendo.
?Alpha Centauri. Ti spiego dopo?.
Sapete quelli che dicono che nessuno conosce alla perfezione i propri figli?
Poveri deficenti.

La maestra non ha ancora finito.
?Mi rendo conto che non tutta la classe può seguire le lezioni di fisica estemporanea radicale che segue CHIARA (dalla porta si affaccia Nelson Mandela che indica la mia bambina e poi, sorridendo, unisce le mani davanti a sé e si abbassa in un inchino. Una nota negativa: le Frecce Tricolori, sorvolandoci, fanno un casino pazzesco), ma non possiamo stare più di tre mesi sul libretto d?istruzioni delle matite colorate, faccio i salti mortali per trovare una velocità d?apprendimento uguale per tutti e chiederei, a questo proposito, un piccolo aiuto da parte di voi genitori?
Si alza ed indica.
?Mi piacerebbe, ad esempio, se lei, Signor Braschi, la smettesse di portare Giannino sul campo d?allenamento non appena esce da scuola, gli insegnasse solo le formazioni della Lazio dal ?22 ad oggi e, soprattutto, smettesse di affermare cazzate tipo ?Se Mazzini è tanto importante, perché non lo nominano mai sulla Gazzetta?. Suo figlio ha tante altre possibilità oltre al calcio, è bravo in tante cose, pensi che nessuno pulisce le scarpe di CHIARA come lui (la mia bimba mi sussurra all?orecchio che non è vero, ha scritto nel libro del destino di Giannino che diventerà il più forte terzino sinistro del 2024, convocato in nazionale per acclamazione, pallone d?oro per tre anni di fila ma, visto che il padre è antipatico lo farà diventare un pilastro della Roma, anche se Giannino sbaglia sempre il lucido per i suoi mocassini).
?Avrei anche tanto piacere che lei, Sig.ra Bravi, smettesse di far leggere ?Velina forever? a Elisabetta che, invece, è bravissima nei componimenti espressivi?
La temperatura si abbassa all?istante di quindici gradi. I genitori presenti spalancano la bocca in un espressione vuota. Si sente il tipico rumore di ingranaggi arrugginiti che, sforzandosi, cercano di mettersi in moto. Qualcuno piange. ?Non ci volevo venire, l?avevo detto che non abbi studiato. Zia stava male e l?ho portata al pronto soccorso in Vespa, Ieri c?era il funerale di nonna, abito in campagna e il gallo non ha suonato, il maiale m?ha mangiato i libri, dovevo rimanere vicino al telefono, me l?hanno ordinato i rapitori di mamma, non ci volevo venireeeeeee?
La maestra si massaggia la fronte, abbassa gli occhi e, rassegnata, ?Significa che è brava a disegnare?

I presenti eruttano (tranne il padre di Alessandro che lo fa senza la vocale) in un ?AAAAHHH?
La maestra si chiede se è stato un bene aver vinto il concorso dopo le magistrali, tanti anni prima. Poi i suoi occhi vanno su CHIARA. Quindi sorride e sì, ne valeva la pena.

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Buoni Propositi

10 Gennaio 2006 16 commenti


Visto che con il post di Paolo siamo ancora in un clima da Capodanno vorrei postare un classico senza tempo: i 10 BUONI PROPOSITI per il 2006.

1) Prendermi cura di me stesso. Mangiare, dormire, vivere meglio.Meglio e non di più.
2) Riabituarmi alla convivenza e al compromesso.
3) Lavorare meno lavorando meglio.
4) Riprendere contatti con persone che ho trascurato.
5) Fare almeno un viaggio all’estero e almeno due fine settimana lunghi in “continente”.
6) Ricominciare, con moderazione, a leggere/comprare fumetti dopo quasi due anni di astinenza.
7) Riprendere in mano il progetto dell’Atlante del Football. 8) Seguire il campionato dei Crusaders e magari vedere dal vivo il SuperBowl Italiano.
9) Ricominciare ad andare in piscina.
10) Imparare, di nuovo, a cucinare.

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Ma che bello il capodanno – Ed. 2005

10 Gennaio 2006 3 commenti


L?anno prossimo vado a letto alle dieci.

Lo dico tutti gli anni, l?ho detto anche stavolta. Santa peppa ero davvero fermamente convinto a farlo, ho sempre detestato il capodanno, il doversi divertire per forza, pagare una cifra pari all?abbattimento del debito di uno stato centrafricano per infilarsi in un posto caldo, umido, zeppo di gente che fa i trenini (vestiti, poi), circondato da idioti che pensa di farti divertire se ti tira tra i piedi una bomba a mano.

Li odio.
Li odio tutti.

Tre giorni prima del 31, mia cognata entra come una bufera dentro casa mia e fa ?a capodanno veniamo da voi, non abbiamo mai organizzato da voi?, io stavo ancora con la forchetta in mano e rispondo come avrebbe fatto un gentiluomo d?altri tempi ?azzardatevi a farvi vedere e sciolgo i cani?.
Ma la macchina organizzativa è ormai in moto, ?pensiamo a tutto noi, tu non devi pensare a nulla?. L?unico problema è che il loro ?tutto? consisteva nel fare il maggior numero di telefonate a gente perlopiù sconosciuta dicendo ?porta chi vuoi?, il mio non pensare a nulla si limitava a comprare e cucinare le cibarie per tutti.
I bambini non erano esclusi.
Di solito, quando loro si fanno le seratine nelle rispettive case, tendono ad affidare i pargoli, specie quelli con un potere distruttivo nelle mani misurabile solo in megatoni, a parenti, perlopiù nonni. Anche altri nonni. Una sera mia cognata era in ritardo e ha scaricato i ragazzini davanti ad un portone, ha suonato al citofono e, quando gli hanno risposto ha chiesto
?Quanti anni avete??
?scusi ma chi è?
?senta, non mi faccia perdere tempo che sono in ritardo, quanti anni avete??
?credo abbia sbagliato numero, lei con chi vuole?.?
?E? UN CITOFONO! Quale sbagliato numero! Comunque dalla voce direi almeno un sessanta-sessantacinque, bene, passo a riprenderli tra tre ore, non gli dia troppe schifezze da mangiare?.
E se ne è andata.

Stavolta c?erano tutti.
Tutti.
Anche il maledetto Gabriele.
Maledetto non è un aggettivo, è una proprietà intrinseca del bambino in questione, da anni sostengo che in realtà questa inutile forma di vita dell?apparente età di sei anni sia posseduto dall?anima di un demone inca ancora INCAzzato (Dio, ma come mi vengono!) per come gli hanno sterminato il popolo e che ora si vendica su di noi.
A due anni mangiava le alici fritte, a tre anni ha preso a calci e urlato insulti degni di un camallo genovese contro un tizio che aveva fregato il parcheggio alla madre, a quattro era già Gran Maestro Satanico.
Lo scorso anno ha chiesto alla madre se poteva invitare a dormire un suo amichetto. Era Marylin Manson.
Da sempre questa minuscola incarnazione di ciò che è odioso nei bambini, fa quel che caspita vuole nell?assoluta indifferenza dei genitori, se gli scappa si tira giù i pantaloni ovunque sia e si libera ridendo.
Una volta, dopo averlo stordito col Valium l?hanno portato a messa.
Ha fatto, ruttando, il controcanto a tutti i cori.
Nessuno osa prendere l?ascensore con lui, per ovvie ragioni.
Ecco, questa piccola bestia ha passato il capodanno a casa mia.

Bussano alla porta.
Circondato da Bubastis, Luzifer e Abraxas, Gabriele fa la sua comparsa. E? vestito con una tunica nera chiazzata di sangue e nelle mani tiene ancora la testa di un gallo.
?Scusate il ritardo, stavo facendo i compiti?
Chiara si nasconde dietro le mie gambe, Irene scappa, torna con la doppietta del nonno e mima, ciuccio in bocca, le parole ?sparagli ora che è ancora vulnerabile, in fondo, tornerebbe solo a casa sua?. Rosanna, anima candida, osa abbracciarlo. Una lieve nuvoletta di fumo si sprigiona al loro contatto.
?E? vero che oggi farai il bravo e non mi costringerai ad intervenire, vero??
Nel dirlo, alle sue spalle compaiono due ali enormi ed al suo fianco una spada che fa sembrare Excalibur uno stuzzicadenti. La luce che sprigiona rivaleggia col faro di Civitavecchia. Chissà che bolletta il prossimo bimestre.
Chiara corre verso la madre e batte un cinque alto.
La testa di Gabriele schiuma roba verde.
?Scusate, la merenda fa ancora brutti scherzi. Comunque stasera è stata chiamata una tregua, tutte le legioni inf? tutti noi vogliamo assistere con calma alla sfida tra Marco e Carmine.

La sfida dei fuochi d?artificio. Impossibile dimenticarsene.

Lo scorso anno Carmine aveva annichilito Marco lasciandolo bagnato e piangente sul prato di casa, battuto, distrutto, umiliato.
?Vendetta, vivrò per la mia vendetta?.
Carmine, che non è uno stupido, se lo immaginava e quest?anno ha voluto strafare.

Mezzanotte meno cinque.
Carmine ha invitato anche i parenti australiani per avere a disposizione il maggior pubblico possibile, due imbucati che tentavano di entrare spacciandosi per Zia Peppina e Zio Cecco, emigrati in Belgio nel ?34, sono stati cacciati via a calci.

Mezzanotte meno quattro.
L?auditorium fatto costruire da Carmine per l?occasione conta 150 persone, tutte sedute, riscaldate e con cameriere personale.
Si accendono le luci. Un riflettore punta verso Giorgio Mastrota che presenterà i fuochi. L?orchestra di Demo Morselli fa il sottofondo musicale.

Mezzanotte meno tre.
Ecco Marco.
Calzini di lana, mutanda chiazzata sul didietro, nazionale senza filtro che pende dal labbro. Da solo. Mani, apparentemente, vuote.
Carmine lo vede e sogghigna malevolo e trionfante pregustando una vittoria schiacciante.

Mezzanotte meno due.
Un ospite di Carmine ha il raffreddore, da una porta esce Valeria Marini che gli porge un fazzoletto in pizzo di san Gallo. Gualtiero Marchesi, dall?angolo dei fritti, distribuisce zampe di astice caramellate su un letto di zanna d?elefante.
Marco si infila una mano nella mutanda, si gratta il pacco e sospira soddisfatto.

Mezzanotte meno uno.
Una vibrazione fortissima ed un vento improvviso compaiono spaventando tutti. Carmine fa cenno di mantenere la calma, per chi non ci riesce ci sono a disposizione i consigli di Crepet. Per le signore che hanno freddo, si distribuiscono scialli in panda rosso e yeti.
Marco rutta. ?Scusate, troppi bellini? e fa un inchino.

Mezzanotte.
Demo Morselli attacca con ?La cavalcata delle valchirie?, Giorgio Mastrota urla nel microfono ?tre ore fa, dalla nostra base a Lampedusa, sono partiti tre missili Scud di fabbricazione irakena con obiettivo questo giardino! Apparentemente siamo spacciati! Chi accorrerà in nostro aiuto?? da una pedana sotterranea si eleva una postazione di missili patriot dietro la quale, con indosso una divisa militare firmata Cavalli, Carmine fa partire cinque contromissili che intercettano al volo gli scud esplodendo.
L?esplosione fa scrivere in cielo ?BUON ANNO A TUTTI, PRESO PAURA??
Il vento continua, solo ora ci si accorge che sopra di loro gli ospiti hanno due elicotteri Black Hawk da cui parte una salva di mitraglia che abbatte una casa vicina.
?Cazzarola! Chi dice che l?uranio impoverito fa male ha dannatamente ragione!?.
Mastrota forse ci ha dato troppo giù col bianchetto.
Il gran finale è dedicato alle bombe a mano che ogni ospite ha trovato sotto il proprio tavolo e che ora vengono lanciate ovunque.
Ora regna il silenzio.
Clap. Clap. Clap.
Tre singoli applausi.
Marco.
Carmine è più alto di cinque centimetri e gli sono ricresciuti i capelli per la soddisfazione, ora è invidiato anche da un imprenditore milanese. Si avvicina alla rete di recinzione tra le due case e, gonfio come il pavone di un gommista, gli fa ?e tu? Quest?anno hai gettato la spugna? Non hai preso nulla??
Marco risponde ?No?
?Neanche una bombetta??
?No?
?Nemmeno una Bomba Della Lecciso??
?Nemmeno.?
?Un Coglione di Maradona??
?Nix?
?Una Chiappa Della Marini??
?Mavattene?
?Insomma, non hai preso nulla nulla??
?Per la verità qualcosina l?ho comprata, una sciocchezzuola?
?Cosa??
?Questa? e tira su una latta di benzina.
?Avevi paura che avessero chiuso pure i self service?? e ridacchia odiosamente.
?Ho preso anche una metrata di stoffa che ho sfilacciato. Carmine, a proposito, tu corri più della senza piombo??. Nel dire queste parole compare nelle mani di Marco un cerino, un semplice zolfanello che accende la nazionale che finora ha penzolato inerte dalle sue labbra.
Compare un ghigno.
Il cerino, cadendo, accende una scia di fuoco che velocemente si dirige verso casa di Carmine.
?NOOOOO!? Carmine fa per andare ma Marco lo trattiene per il braccio. Una scritta di fuoco compare nel portico di Carmine
?NON AVRAI PENSATO DAVVERO CHE TI AVREI BRUCIATO CASA??.
Tutti i presenti tirano un sospiro di sollievo.
Marco continua a sorridere. Prende delicatamente la testa di Carmine tra le mani, gli bacia la fronte, avvicina la bocca ad un suo orecchio e gli sussurra ?non è finita?
Una nuova scritta.
?TUTTA CASA, NO. IL GARAGE, SENZ?ALTRO?.
Neanche il tempo per un bambino di dire Oh e le Mercedes, le BMW, la Porsche Carrera e la Ferrari Prototipo di Carmine sono ridotti a rottami fumanti.
?Sai quale è il bello del fuoco e della benzina? Non lascia tracce. E senza tracce, niente prove?. E si allontana concedendosi una generosa grattata al sedere.

Noi siamo tutti senza fiato.
La moglie di Marco si avvicina e mi consegna un foglietto.
C?è scritto ?La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ma si gusta anche flambè?.

Al prossimo anno.

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"Cara" Sardegna

5 Gennaio 2006 25 commenti


Riceviamo e pubblichiamo un post di Daniele che sicuramente susciterà molte discussioni.
Bapablo

Da non sardo, leggo con disappunto le proposte provocatorie della giunta regionale. Mi permetto di scrivere per le mie discendenze e i miei affetti legati alla Sardegna, meravigliosa terra che frequento per le vacanze da quando sono nato 36 anni fa. Mi fa specie vedere che nella prossima finanziaria regionale si vorrebbero “bastonare” con tasse ad hoc i possidenti di seconde case o altri beni considerati di lusso presenti sul territorio (in particolare per chi non è sardo).
A prescindere che non tutti quelli che vengono in Sardegna sono miliardari, sembra non si sia pensato alla gente semplice, sarda e non: porto ad esempio i miei genitori (mia madre sarda) che dopo anni di sacrifici hanno speso i loro risparmi per costruirsi una casa in Gallura. I soldi sono stati spesi utilizzando un’impresa di costruzioni sarda, il materiale edile e i mobili sono stati acquistati in Sardegna, le vettovaglie e tutto ciò che serve lo si compra qui. Coloro che hanno elucubrato questa idea non hanno pensato a tutti i possibili risvolti, al fatto che chi viene in Sardegna paga già cifre folli per viaggi e affitti o per la spesa di tutti i giorni (soldi che rimangono in loco).
Ma soprattutto non hanno pensato che la Sardegna vive di turismo e che con le cifre che già oggi si spendono, si può risparmiare andando in qualsiasi posto del mondo, dalla Spagna o Grecia, fino a Cuba o addirittura alle Maldive!
Se l’idea dei ben pensanti è di chiudersi dentro e di non far entrare nessuno, non ci si lamenti dopo che non c’è lavoro, che nessuno investe in Sardegna o amenità del genere. Tralascio naturalmente il discorso di incostituzionalità visto che fino ad ora la Sardegna fa parte dell’Italia unica nazione di un unico popolo.
Riferimenti: Regione Sardegna

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